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Porti italiani: secondo giorno di sciopero

Adesioni in certi scali superiori all'80%; si chiede il rinnovo del Ccnl

Secondo giorno di sciopero nazionale oggi, venerdì 5 luglio 2024, per i lavoratori del sistema portuale italiano. La mobilitazione di 48 ore è stata indetta dai sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl ed Uiltrasporti per protestare contro il mancato rinnovo del Contratto collettivo nazionale del lavoro (Ccnl) nei porti, scaduto a dicembre. Programmate assemblee in diversi scali della penisola per informare sullo stato della trattativa in corso.

"Chiediamo con forza un aumento economico utile al recupero del potere d'acquisto perso, ulteriori miglioramenti delle condizioni di lavoro e degli standard di sicurezza ed una implementazione del sistema di welfare", hanno fatto sapere i sindacati in una nota. Braccia incrociate a Genova, Ravenna, Livorno, Trieste, Monfalcone, Gioia Tauro, con adesioni che in certi scali hanno superato anche l'80% dei lavoratori.

"Il contratto -hanno aggiunto- è scaduto già da sei mesi e le proposte che abbiamo ricevuto dalle controparti non sono accettabili sul tavolo del rinnovo non c’è solo il recupero del potere di acquisto dei salari, ma la rivendicazione del ruolo centrale che occupa il contratto per la salvaguardia del sistema di lavoro portuale e la difesa della dignità dei lavoratori".

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