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No Ponte, Accorinti: protesta pacifica e disobbedienza civile per il Sud

Accorinti richiama all’importanza della protesta non violenta per un Sud più giusto e sostenibile

Il movimento No Ponte si distingue per la sua natura pacifica e non violenta, sottolinea Renato Accorinti, ex sindaco di Messina e voce di spicco del gruppo. In occasione dell'incontro svoltosi davanti alla prefettura di Messina tra il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, e rappresentanti istituzionali e delle parti sociali locali, circa duecento manifestanti hanno preso posizione lungo la passeggiata a mare, esprimendo la loro contrarietà al progetto del ponte sullo Stretto.

Accorinti ribadisce con fermezza che il diritto alla protesta pacifica è inalienabile e non può essere messo in discussione, neppure dall’autorità governativa. “Vorrei che fosse presente qui il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che si è espresso con chiarezza sulla necessità di tutelare questo diritto fondamentale”, afferma. L’ex sindaco evidenzia inoltre come, a seguito dell’entrata in vigore del cosiddetto “Ddl sicurezza”, vi sia stato un inasprimento nella gestione delle manifestazioni, con conseguenze che includono anche arresti di chi protesta in modo non violento.

Davanti a questo scenario, Accorinti rilancia l’appello alla disobbedienza civile, consapevole dei rischi personali che può comportare. Il messaggio del movimento si concentra sulla difesa del territorio sotto ogni profilo, definito un vero patrimonio dell’umanità che va tutelato con ogni mezzo. Tuttavia, sottolinea, la tutela del luogo deve andare di pari passo con l’attenzione alle esigenze vitali della comunità, che calibra un profondo divario tra Nord e Sud Italia, con gravi carenze nelle infrastrutture essenziali: mancanza d’acqua, servizi di trasporto inefficienti, carenza di strade e autostrade adeguate e la necessità urgente di interventi per la sicurezza idrogeologica e territoriale.

Il dibattito segna così un momento cruciale in cui si intrecciano le istanze ambientaliste, sociali e infrastrutturali, con il movimento No Ponte a farsi portavoce di una visione che pretende rispetto per i diritti civili e una rivisitazione delle priorità infrastrutturali nel Mezzogiorno.

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