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Crescita e diversificazione degli investimenti cinesi in Brasile nel 2025

Settori infrastrutturali e consumi emergenti guidano progetti strategici nel Paese

L’interesse degli investitori cinesi verso il Brasile si amplia e si diversifica, consolidandosi come un fenomeno rilevante nel primo semestre del 2025. Secondo Valor Econômico, i flussi di investimenti diretti dalla Cina in Brasile hanno raggiunto 379 milioni di dollari, un picco che non si registrava dal 2018. Nonostante la Cina sia il decimo paese per volume di investimenti nel Paese sudamericano, rimangono davanti Stati Uniti, Paesi Bassi, Lussemburgo e Panama, in un contesto geopolitico complesso segnato dall’intensificarsi della guerra commerciale dei dazi statunitensi rivolti sia a Brasile che a Cina, entrambi membri del Brics. Un ruolo chiave in questa dinamica è svolto dai settori infrastrutturale e industriale, dove le imprese cinesi stanno sviluppando progetti di ampio respiro. Crrc, società cinese attiva nella produzione ferroviaria, sta per inaugurare uno stabilimento ad Araraquara, nello Stato di San Paolo, per supportare una serie di commesse, inclusa la recente fornitura di 44 convogli alla metropolitana di San Paolo. Parallelamente, la China Communications Construction Company (Cccc) si propone come protagonista nell’asta per il tunnel Santos-Guarujá, con la gara d’appalto prevista a settembre, confermando l’interesse cinese nelle infrastrutture strategiche locali. Storicamente attratta dalle materie prime, dall’energia offshore e dalla soia, la Cina sta ora ampliando il proprio raggio d’azione verso settori connessi al cambiamento del profilo dei consumatori brasiliani, in particolare la crescita della classe media ad alto reddito. Questo trend si traduce in nuovi investimenti nei comparti dell’abbigliamento, dei veicoli elettrici e degli elettrodomestici, come i condizionatori, con apertura di stabilimenti e attività imprenditoriali localizzate. L’approccio cinese dimostra così una progressiva strategia di diversificazione, non solo legata alle risorse naturali, ma anche al potenziamento del mercato interno brasiliano, che si conferma un hub cruciale per gli interessi economici orientali nel continente sudamericano.

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