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Crisi automotive, Unindustria chiede interventi urgenti a livello UE

Rischio perdita occupazione e filiere locali alla prova della transizione elettrica

La crisi del comparto automotive richiede risposte immediate e politiche calibrate a livello europeo, avverte Vittorio Celletti, presidente di Unindustria Cassino, intervenuto al tavolo regionale sul settore convocato dalla Regione Lazio. Celletti ha giudicato l’incontro «utile e costruttivo» e ha sottolineato l’apprezzamento per l’impegno della vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico, Roberta Angelilli, nel promuovere un confronto con Governo e Regioni per definire una strategia condivisa in vista dei prossimi appuntamenti istituzionali. Il territorio del Sud Lazio -con lo stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano e l’ampia filiera di primo e secondo livello- è tra i più esposti agli shock del mercato. Le imprese locali registrano una forte contrazione produttiva e occupazionale; la transizione verso la mobilità elettrica, imposta con scadenze europee ritenute troppo stringenti, potrebbe esacerbare le criticità se non accompagnata da misure industriali concrete. Unindustria, insieme ad Anfia, sollecita una revisione urgente delle normative Ue sulle emissioni di CO2 per veicoli leggeri e pesanti, l’avvio di un piano di rinnovo della flotta circolante e l’eliminazione delle sanzioni automatiche a carico dei produttori. Richieste complementari riguardano incentivi alla competitività, la tutela del “made in Eu” e l’introduzione di regole sul local content per proteggere e valorizzare i fornitori dell’indotto. Senza un intervento coordinato di politica industriale, la capacità produttiva europea rischia di subire danni strutturali con ricadute pesanti sull’occupazione e sulla resilienza delle catene del valore.

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