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Parte il Salone nautico più lento di sempre

Giornata inaugurale per la 65a edizione tra code di auto e pochi curiosi


Pronti? Via. È partito come su una pista di Formula 1, diciamo così, il 65esimo salone nautico di Genova. Partito lento, diciamo meglio, nonostante le premesse e le giaculatorie introduttive. "Siamo la terza manifestazione più importante del mondo e vogliamo diventare la prima" ha detto il presidente della regione Marco Bucci questa mattina all'inaugurazione della kermesse. Proprio lui, ha detto il numero uno della Regione, vuole lanciare la sfida. Il cammino, caro presidente, è ancora lungo. Basta vedere come si presenta la città, il giorno dell'inaugurazione, negli spazi (pochi) intorno al Salone: code, auto che procedono lentamente comandate da vigili svogliati e accaldati. Automobili alla ricerca di un parcheggio, moto una sull'altra. E lá, in fondo, il padiglione di una Fiera che vorrebbe essere sempre più vanto della città. Peccato che, a pochi metri, si potrebbe dire anche a pochi centimetri, trionfino i lavori del Waterfront, giusto davanti all'ingresso principlale del Nautico: ruspe, benne, cumuli di cemento. Tutto in bella mostra a chi arriva alla manifestazione senza sapere che il Comune e l'organizzazione (la società I Saloni nautici ossia Confindustria Nautica) in realtà, sono troppo infmdaffarati a mettere mano a un fronte mare che sembra non avere mai fine. Indaffarati a tal punto che hanno poco tempo  per occuparsi degli ospiti del "Salone". Intanto curiosi e appassionati cercano il parcheggio in città: a pagamento, ovviamente, a due-tre- quattro euro l'ora, che Genova Parcheggi, il servizio che gestisce i parking in zona, non fa sconti a nessuno. Tanto meno agli "stranieri". All'interno, infatti, gli organizzatori non hanno previsto alcun park. Brutta roba per un biglietto da visita come questo che, tra l'altro, costa 28 euro a cranio. Sarà per l'anno prossimo. Ma quanti anni è che lo diciamo?

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