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Dalla stazione di Francavilla al Ponte: spinta per le opere

Coordinamento istituzionale e tempi certi per sbloccare cantieri e creare occupazione nel Sud

"Arrivando al ministero tre anni fa, ho trovato cantieri paralizzati da decenni: opere avviate negli anni Ottanta ancora sospese, cantieri che sembrano appartenere ad un tempo lontano. Con un anno e mezzo di mandato ancora davanti, l'obiettivo è recuperare il terreno perduto ed imprimere al sistema infrastrutturale italiano un ritmo di lavoro coerente con le esigenze moderne". Durante un sopralluogo al cantiere della nuova stazione ferroviaria di Francavilla Fontana, nel Brindisino, il vicepremier ha richiamato la necessità di un’azione coordinata: "Servono tutti i livelli dello Stato che remino nella stessa direzione". 

Ha richiamato l’esempio di altri Paesi —Cina, Turchia, Giappone, Stati Uniti— capaci di realizzare grandi opere in tempi rapidi, e ha sottolineato l’anomalia italiana sul Ponte sullo Stretto, dibattuto da quasi un secolo. Sul fronte procedurale, il ministero attende le valutazioni della Corte dei conti, che ha tempo fino al 30 novembre per concludere l’istruttoria dopo il no alla registrazione dell’atto. Matteo Salvini ha affermato di confidare nella possibilità di fornire ulteriori documenti tecnici e pareri giuridici necessari a dimostrare la fattibilità e l’urgenza dell’intervento. Il progetto, ha ricordato, dispone di finanziamenti, studi progettuali, manodopera qualificata e coinvolge le realtà produttive ed ingegneristiche di Sicilia e Calabria. Oltre all’impatto infrastrutturale, il dossier sottolinea il potenziale occupazionale: ingegneri, architetti, operai ed imprese potrebbero partecipare a quella che viene prospettata come una delle più rilevanti opere pubbliche occidentali. L’auspicio è che il percorso autorizzativo non ostacoli il rilancio e che il 2026 possa segnare l’avvio effettivo dei lavori.

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