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Sicurezza stradale: contrasto tra dati Mit, Bruxelles e statistiche

Nuovo Codice, cifre discordanti e stime Istat: calo vittime in città, aumento sulle autostrade

Il nuovo Codice della strada, entrato in vigore il 14 dicembre 2024, ha riacceso il dibattito sulle ricadute reali delle misure su velocità, alcol, droghe e uso di dispositivi al volante. Il ministero delle Infrastrutture ha reso noto che, nel periodo 14 dicembre 2024–13 ottobre 2025, le vittime della strada sono calate di 119 unità (da 1162 a 1043; -10,2%), con una riduzione dell’8% degli incidenti mortali e del 3% dei feriti. Il ministro ha valorizzato questi risultati come effetto diretto delle nuove norme. La Commissione europea, però, nel suo report sul primo semestre 2025 aveva segnalato una situazione "sostanzialmente invariata" rispetto al 2024: la discrepanza deriva dalle fonti diverse. Bruxelles si basa sul database Care alimentato dalle comunicazioni ufficiali degli Stati, mentre il Mit aveva diffuso i soli dati di Polizia stradale e Carabinieri, escludendo le Polizie locali che gestiscono circa il 66% delle rilevazioni in ambito urbano. A chiarire il quadro sono arrivate le stime preliminari Istat per il primo semestre 2025: rispetto allo stesso periodo del 2024 si registra una lieve diminuzione degli incidenti con lesioni (-1,3%; 82.344) e dei feriti (-1,2%; 111.090), ed una riduzione più marcata delle vittime entro 30 giorni (-6,8%; 1310). Il confronto con il 2019 —anno di riferimento per l’obiettivo europeo 2021‑2030— mostra cali contenuti per incidenti (-1,5%) e feriti (-5,0%) ed una diminuzione più significativa dei decessi (-14,6%). La distribuzione territoriale evidenzia una crescita delle vittime sulle autostrade nel 2025 rispetto al 2024 (+4,4%), mentre si riducono nelle aree urbane (-8,4%) ed extraurbane (-7,1%); comunque, rispetto al 2019 le autostrade segnano un calo del 33,4% dei decessi. I risultati sono stati letti dalla Lega come conferma dell’efficacia delle riforme, mentre critici ed opposizioni sottolineano che il confronto fra fonti rimane essenziale per valutare con rigore l’impatto delle norme. Il tema resta dunque aperto: i numeri convergono, ma la politica e la statistica chiedono ulteriori verifiche.

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