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Rimbalzo industriale di settembre, ma permangono rischi esterni

Export spinto dagli Usa, dazi sui veicoli e debole domanda Ue comprimono le catene logistiche

Dopo il brusco calo di agosto, la produzione industriale italiana ha segnato un rimbalzo a settembre (+2,8%), ma il saldo trimestrale resta negativo: nel terzo trimestre la produzione ha mostrato una flessione dello 0,5%, secondo la Congiuntura Flash di novembre del Centro studi Confindustria (CsC). 

Sul fronte delle vendite estere, a settembre l’export di beni è risalito del 2,6% rispetto ad agosto (che aveva registrato un -2,5%). La ripresa è stata trainata dal mercato americano, con performance particolarmente robuste per il farmaceutico e per i comparti legati ai mezzi di trasporto ed alla loro componentistica. Il recupero è risultato diffuso anche verso destinazioni chiave quali Francia, Spagna, Polonia, Giappone, India e alcuni Paesi Opec. Tuttavia, le prospettive non migliorano: gli ordini manifatturieri esteri rilevati ad ottobre indicano ancora segnali negativi, riflesso della persistente debolezza della domanda in Europa e dell’impatto dei nuovi dazi statunitensi sui veicoli medi e pesanti entrati in vigore il  primo novembre. Queste misure pesano sulle catene di fornitura e sulle strategie di prezzo nel settore trasporti e logistico. 

Sul fronte della fiducia, il CsC segnala una lieve risalita a ottobre: le imprese hanno registrato ordini meno sfavorevoli ed aspettative più positive, con il PMI che si avvicina alla soglia di neutralità, salendo a 49,9 da 49,0. Per i manager e gli operatori dei settori strada, ferro e mare, il quadro resta di attento monitoraggio: segnali incoraggianti a breve termine convivono con rischi esterni che richiedono flessibilità commerciale ed adeguamenti nelle catene di approvvigionamento.

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