L’entrata in vigore, il primo gennaio, del nuovo modello di tariffazione dinamica sui treni ha suscitato critiche da parte di Consumerismo No profit, che oggi pubblica una prima analisi sugli impatti economici per gli utenti.
L’associazione avverte che il passaggio a meccanismi di pricing algoritmico riprodurrà sulle rotaie le stesse distorsioni già osservate nel trasporto aereo. Secondo il presidente Luigi Gabriele, l’introduzione di logiche di revenue management basate su domanda e capacità residua favorisce esclusivamente gli operatori: le tariffe variabili, determinate in tempo reale da algoritmi che monitorano l’andamento delle prenotazioni, eliminano le classiche riduzioni uniformi presenti su ogni Freccia.
Di conseguenza il risparmio per il viaggiatore diventa affidato al caso: solo quando la domanda è bassa il prezzo può risultare conveniente, mentre nei periodi di picco —festività, Pasqua, estate— la volatilità tariffaria rischia di far salire i biglietti in modo marcato. L’indagine di Consumerismo mette in luce criticità legate alla trasparenza dei prezzi, alla prevedibilità delle tariffe e alla possibile discriminazione economica dei passeggeri.
Il quadro delineato invita ad un monitoraggio attento dell’applicazione degli algoritmi ed a valutare interventi di tutela per evitare che il beneficio operativo si traduca in un onere eccessivo per i consumatori.