Un cacciatorpediniere statunitense equipaggiato con il sistema di combattimento Aegis ha fatto ingresso nel porto di Eilat, nel sud di Israele, poche ore dopo alcune dichiarazioni del presidente Donald Trump sull'apertura a un colloquio con l'Iran. A bordo dell'unità sono imbarcati intercettori SM-3 (designazione RIM-161), missili terra‑aria progettati per l'intercettare veicoli di rientro balistici nell'ambito delle capacità Aegis BMD. La presenza della nave rafforza la cornice congiunta di difesa regionale: gli SM-3, integrati con sensori e comando di tiro Aegis, possono contribuire alla protezione contro lanci balistici a lungo raggio e sono concepiti per operare in coordinamento con i sistemi di difesa israeliani in scenari di minaccia dall'Iran. Dal punto di vista operativo si tratta di un asset con funzioni sia di deterrenza sia di difesa attiva exo‑atmosferica.
Negli stessi giorni gli Stati Uniti hanno inviato ulteriori mezzi navali in area mediorientale. Il Dipartimento della difesa ha inoltre ribadito che le forze armate sono pronte ad eseguire le decisioni del presidente degli Usa. La movimentazione mette in luce il binomio politico‑militare che caratterizza l’attuale gestione delle tensioni regionali: capacità tecnologiche avanzate impiegate come strumento di prevenzione e rassicurazione verso gli alleati.