Press
Agency

Legambiente: no al rigassificatore, sì a cantieri per energie pulite

Allarme per la sicurezza in banchina: opportunità di decarbonizzazione e lavoro qualificato

Secondo Legambiente è evidente l’elevato rischio legato allo svolgimento di attività di assemblaggio in prossimità dell’impianto di rigassificazione e delle navi metaniere ancorate alla banchina: la possibilità di fughe di gas, spiegano, non può essere esclusa in via assoluta e rende l’area inadatta a operazioni cantieristiche ad alto carico di persone e mezzi. L’associazione indica invece nella cantieristica orientata alle tecnologie per le energie rinnovabili una leva strategica di sviluppo per Taranto: interventi mirati nei cantieri per eolico off-shore, fotovoltaico marino ed infrastrutture elettriche potrebbero generare significative ricadute occupazionali e consolidare il ruolo del porto jonico nella filiera delle energie pulite e dell’economia del mare. Allestire un rigassificatore, sottolineano, comprometterebbe questa traiettoria di cambiamento, ostacolando la possibilità di abbandonare un modello produttivo ancorato ai combustibili fossili. Per Legambiente la città ha invece l’opportunità di aprire un nuovo capitolo basato su decarbonizzazione, innovazione tecnologica, sostenibilità e qualità del lavoro: per queste ragioni il progetto del rigassificatore va respinto.

Suggerite

Musumeci: porti ed intermodalità per rilanciare l’entroterra

Collegamenti terrestri per far crescere i territori interni

Al "Luiss Diplomatic and Security Forum", "Diplosec 2026", il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di una rete di trasporti ca... segue

Adm-GdF: sequestrata droga nel porto di Civitavecchia

Era in un doppiofondo di un'auto proveniente da Barcellona

I finanzieri del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Roma, unitamente al personale della Polizia di Stato – Polizia di Frontiera marittima e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – Uffic... segue

Fincantieri: nuovi ordini Vard e svolta nel cda di Osn

Una chiude un contratto per una fishery ibrida, mentre l'altra prepara il nuovo consiglio

Vard, la controllata norvegese del gruppo triestino Fincantieri, ha chiuso un contratto con Rosund Drift per una fishery di nuova generazione dal valore compreso tra 50 e 100 milioni di Euro (vedi Mobilità.news).... segue