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Radio in auto a rischio: Gusmeroli chiede obbligo di ricevitori

Proteggere l'accesso all'informazione in mobilità, tra sicurezza e tutela dell'occupazione

Le rapide innovazioni tecnologiche nel comparto automotive stanno progressivamente eliminando il ricevitore radio dai cruscotti delle vetture di nuova produzione. Un trend che assume carattere critico se si considera che circa il 70% dell’ascolto radiofonico avviene in auto, con oltre 26 milioni di fruitori giornalieri: la mobilità sta così diventando un canale privilegiato per l’accesso all’informazione. Su questi presupposti Alberto Luigi Gusmeroli, presidente della commissione Attività produttive, commercio e turismo alla Camera e responsabile Fisco della Lega, ha incontrato Rosario Alfredo Donato, direttore di Confindustria Radio TV, ed Anna Maria Genzano, responsabile relazioni istituzionali di Rtl 102.5. Il confronto ha messo in luce la profonda preoccupazione dell’intero settore radiotelevisivo: è urgente intervenire per tutelare l’installazione di ricevitori radio, sia analogici sia digitali, su tutti i nuovi veicoli. La radio viene qui interpretata non solo come fonte di intrattenimento, ma come infrastruttura di pubblica utilità —strumento di pluralismo informativo, presidio di sicurezza e mezzo di continuità comunicativa che accompagna quotidianamente milioni di cittadini. Privatizzarne la presenza nei veicoli significherebbe indebolire un servizio essenziale e mettere a rischio numerosi posti di lavoro nel settore. Gusmeroli ha annunciato che il dialogo con i rappresentanti dell’industria proseguirà nelle prossime settimane per definire iniziative comuni volte a garantire la presenza della radio nelle auto e la tutela degli ascoltatori.

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