I parlamentari del M5S nelle commissioni Bilancio e Finanze di Camera e Senato replicano con durezza alle comunicazioni di Giorgia Meloni sulla crisi mediorientale. Secondo il presidente del Consiglio, gli italiani possono stare sereni grazie al cosiddetto “decreto bollette” ed alla semplificazione delle accise mobili; per i pentastellati, invece, le misure sono largamente insufficienti ed in molti casi inapplicabili. Le associazioni d’impresa hanno già bocciato gran parte del provvedimento ed anche Confindustria ne ha progressivamente preso le distanze. Il cuore del decreto —la sterilizzazione dei costi Ets— è una materia regolata a livello europeo: lo stesso Governo, subito dopo l’approvazione, ha chiesto a Bruxelles la sospensione del meccanismo Ets, vanificando così l’efficacia della norma nazionale.
Sul fronte delle famiglie più fragili, il bonus elettrico straordinario è stato ridotto da 200 a 115 Euro annui: una decurtazione che, osservano i parlamentari M5S, peggiora la situazione dei nuclei già in difficoltà. Quanto alle modifiche sulle accise, tutte le simulazioni indicano che si tratta soltanto di un palliativo: possono attenuare marginalmente l’aumento dei prezzi dei carburanti, non risolverlo. Per i pentastellati la soluzione seria sarebbe un intervento strutturale: sospendere temporaneamente il Patto di stabilità per liberare risorse reali a favore di famiglie ed imprese, danneggiate da anni di stagnazione e contrazione della produzione industriale. Infine, ricordano l’incongruenza tra la promessa di non gravare i contribuenti per le nuove risorse proprie Ue e l’aumento della pressione fiscale portata al livello più alto degli ultimi vent’anni.