La nuova disciplina sugli aiuti di Stato per il trasporto terrestre e multimodale ridefinisce i criteri con cui interventi statali, soggetti a notifica, possono essere considerati compatibili con il mercato interno. L’ambito copre modalità alternative al trasporto su strada: ferrovia, vie d’acqua interne e soluzioni multimodali che includano la rotaia, la navigazione interna o il combinato terra–mare a corto raggio. Le linee-guida dettagliano tipologie di sostegno ammissibili —sia operativi sia per investimenti— tra cui: finanziamenti per costruzione e rinnovo di infrastrutture ferroviarie e fluviali, incentivi all’avvio di nuove relazioni merci su rotaia e via navigabile, e rimborsi legati all’adempimento di obblighi di servizio pubblico nel settore merci ferroviario.
Particolare attenzione è riservata agli aiuti che favoriscono la transizione verde e digitale: misure atte ad internalizzare i costi esterni, migliorare l’interoperabilità ed incrementare la sicurezza e l’efficienza delle reti nazionali (sistemi Ertms, telematica di bordo, carburanti alternativi). Vengono inoltre previste misure di sostegno all’ingresso e alla crescita di nuovi operatori —con focus su Pmi (Piccole e medie imprese)— facilitando l’accesso al credito per l’acquisto di materiale rotabile ed unità per navigazione interna, ma preservando meccanismi di tutela della concorrenza effettiva. Parallelamente, il nuovo regolamento di esenzione per categoria snellisce la procedura: alcune tipologie di aiuto nel ferroviario, nella navigazione interna e nel multimodale sostenibile sono ora esentate dall’obbligo di notifica preventiva alla Commissione, consentendo interventi più rapidi purché rispettino condizioni mirate e proporzionate. L’obiettivo strategico è il trasferimento di traffico dalla strada a modalità più sostenibili, con misure calibrate per evitare distorsioni di mercato.