Presentata un’istanza di accesso agli atti sul banchinamento di Molo Clementino
"Codici" (Centro per i diritti del cittadino) interviene sulla concessione demaniale marittima di Molo Clementino nel porto di Ancona, per la quale ha avanzato una richiesta la società MSC Cruises. Mentre la Regione ha aperto un tavolo tecnico con istituzioni ed autorità, l’associazione dei consumatori, insieme alla delegazione regionale delle Marche, ha deciso di presentare un’istanza di accesso agli atti per fare chiarezza su una vicenda dai molteplici risvolti.
“Riteniamo doveroso fare piena luce su una questione che chiama in causa l’utilizzo di risorse pubbliche, la concorrenza e l’inquinamento" dichiara Ivano Giacomelli, segretario nazionale di Codici. "Abbiamo deciso, quindi, di presentare un’istanza di accesso agli atti per visionare ogni atto attestante l’avvenuta notifica alla Commissione europea ai sensi dell’articolo 108 Tfue della misura relativa alla concessione del Molo Clementino e dei relativi finanziamenti pubblici, oltre a eventuali atti, interlocuzioni o decisioni della Commissione ed ogni ulteriore documentazione relativa alla valutazione della misura sotto il profilo degli aiuti di Stato. Serve la massima trasparenza vista la portata del progetto e il suo impatto sul territorio”.
“Il Molo Clementino è una delle strutture portuali storiche di Ancona -afferma Massimo Guido Conte, segretario di Codici Marche–. "Si trova nel porto antico, di fronte alla città. Non è un’area industriale periferica: è un bene demaniale che appartiene allo Stato, situato nel cuore del waterfront anconetano. Il progetto prevede di realizzare sul fronte esterno del molo una nuova banchina per le grandi navi da crociera, con fondali dragati per raggiungere la profondità necessaria. È un’opera di notevole livello, sia in termini di lavori che di impatto ambientale, e i cittadini hanno il diritto di conoscerne le condizioni. Bisogna sapere come vengono spesi i soldi pubblici e quali sono i termini per la concessione demaniale di Molo Clementino, solo per citare alcuni punti. È una questione di trasparenza, per questo abbiamo deciso di presentare un’istanza di accesso agli atti. Non è un’iniziativa per ostacolare il progetto, ma un atto doveroso per garantire la massima trasparenza. Ci aspettiamo una risposta celere e la collaborazione dei soggetti coinvolti, perché è un progetto destinato a cambiare il volto di Ancona ed anche del suo hinterland”.