Nel primo bimestre l’area dell’Europa occidentale (Ue+Efta+Regno Unito) ha totalizzato 1.940.321 immatricolazioni di autovetture, segnando una flessione dell’1% rispetto allo stesso periodo del 2025 ed un calo più marcato del 18,3% rispetto ai volumi del 2019, ovvero i livelli ante-crisi. È il dato pubblicato dal Centro studi Promotor.
Analizzando i principali cinque mercati nazionali, il confronto sull’anno mobile mostra dinamiche differenziate: la Francia registra la contrazione più pronunciata (-11,1%), seguita dalla Germania (-1,4%). In controtendenza si collocano invece Spagna (+4,6%), Regno Unito (+4,8%) ed Italia (+10,2%). Tuttavia, il confronto con il 2019 resta negativo per tutti i grandi mercati: Francia -30,4%, Germania -24,2%, Italia -13,0%, Spagna -12,4% e Regno Unito -3,6%.
Secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Centro studi Promotor, la persistente distanza dai livelli pre‑crisi è stata in parte determinata dalle difficoltà del settore nell’adeguarsi alle stringenti norme ambientali Ue — normative che il Regno Unito, pur uscendo dall’Unione, ha in larga misura mantenuto come riferimento. Il presidente sottolinea come la transizione normativa e tecnologica abbia rallentato il ritorno alla normalità dei volumi di mercato in Europa occidentale, diversamente da quanto avvenuto in altre aree globali.