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Stretto di Bab el‑Mandeb nel mirino: implicazioni per operatori e spedizionieri

Monitoraggi Ais, advisory internazionali ed opzioni di routing per garantire continuità

I ribelli Houthi hanno rassicurato sul fatto che non sussistono elementi tali da compromettere il traffico commerciale nel Mar Rosso e nello stretto di Bab el‑Mandeb, corridoio marittimo che assume sempre maggiore rilevanza per le esportazioni petrolifere saudite. 

Il centro di coordinamento per le operazioni umanitarie, organismo istituito dagli stessi Houthi e responsabile del coordinamento marittimo nell’area, ha comunicato a Lloyd’s List che non vi sono motivi per interrompere gli scambi; secondo il centro decine di unità mercantili —comprese petroliere— transitano quotidianamente lo stretto. La centralità di Bab el‑Mandeb è cresciuta dopo le misure iraniane che hanno ridotto il traffico nello Stretto di Hormuz nel contesto delle tensioni con Stati Uniti ed Israele: ciò ha accentuato la dipendenza di alcune rotte energetiche dalla via sud. 

Analisti ed osservatori militari avvertono però che, qualora i ribelli yemeniti appoggino apertamente Teheran, il corridoio meridionale potrebbe trasformarsi in un teatro operativo, esponendo navi e carichi a rischi asimmetrici ed a possibili interdizioni mirate. Per gli operatori shipping e gli spedizionieri resta pertanto cruciale mantenere monitoraggi Ais ed intelligence navale aggiornati, aderire ad advisory internazionali e valutare rotte alternative o misure di mitigazione del rischio operativo, pur nella consapevolezza che al momento i movimenti commerciali nel canale non risultano bloccati.

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