Più dell’80% degli italiani si dice favorevole ad un sistema di identificazione per le E‑bike: uno strumento che, secondo i rispondenti, aiuterebbe a contrastare furti e mercato nero, accelerare il recupero dei mezzi sottratti e consentire l’attribuzione di responsabilità in caso di incidenti o comportamenti scorretti in strada. È il risultato dell’indagine nazionale “E‑bike tra mobilità e sicurezza”, condotta da Format Research in collaborazione con Unasca e presentata alla Camera dei deputati. Lo studio conferma come la mobilità elettrica leggera stia riorganizzando gli spostamenti urbani, portando benefici ambientali e di fluidità del traffico, ma solleva anche questioni operative e normative: dalla necessità di distinguere mezzi conformi da quelli modificati, alla gestione della convivenza tra ciclisti, pedoni e veicoli a motore.
Giuseppe Guarino, segretario nazionale di Unasca, sottolinea che la diffusione delle E‑bike richiede un quadro regolatorio chiaro e proporzionato. Secondo il segretario nazionale, servono strumenti semplici —come una registrazione univoca del veicolo inserita nel Codice della strada— e meccanismi di controllo efficaci per ridurre il fenomeno dei furti ed aumentare la sicurezza stradale. La ricerca evidenzia inoltre una crescente cultura favorevole alla mobilità sostenibile, accompagnata da una forte domanda sociale di regole condivise per garantire responsabilità e trasparenza. Innovazione e sostenibilità, conclude lo studio, devono procedere di pari passo con misure praticabili che tutelino gli utenti e la legalità sulla rete urbana.