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Biglietto unico europeo, Mascia (Fit-Cisl): “Innovazione sì, ma basta accanimento contro le ferrovie pubbliche”

La nota emessa dal segretario generale del sindacato nazionale

“La proposta della Commissione europea sul biglietto unico ferroviario contiene aspetti condivisibili sul piano della semplificazione e della tutela dei viaggiatori. Continuiamo però a non comprendere l’accanimento regolatorio nei confronti degli ex-monopolisti ferroviari europei, dopo oltre venticinque anni di apertura del mercato alla concorrenza”. È quanto dichiara in una nota Monica Mascia, segretario generale Fit-Cisl nazionale, che prosegue: “In tutti questi anni le grandi imprese ferroviarie pubbliche hanno sostenuto liberalizzazioni, separazioni societarie, apertura delle reti e nuovi vincoli regolatori, continuando a garantire servizio universale, collegamenti nelle aree meno redditizie, sicurezza, occupazione e coesione territoriale. È quindi sbagliato continuare a rappresentarle come un ostacolo anziché come un presidio industriale e sociale del Paese e dell’Europa”.

“Anche sul piano del lavoro –continua la nota– la liberalizzazione ha mostrato limiti evidenti. La mancata applicazione generalizzata del Ccnl Mobilità-Attività ferroviarie a tutte le imprese del settore ha prodotto nel tempo una vera giungla contrattuale, favorendo dumping salariale e normativo con pesanti ricadute per migliaia di lavoratrici e lavoratori. La concorrenza non può trasformarsi in una corsa al ribasso sui diritti”.

Mascia esprime inoltre forte contrarietà rispetto alle spinte che alcune strutture del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti stanno esercitando per uno spezzatino ferroviario nella gara Intercity. “Gli Intercity rappresentano una dorsale strategica della mobilità nazionale e collegano territori che il mercato da solo non garantirebbe. Frammentare il servizio significa indebolire l’integrazione industriale, aumentare la complessità gestionale e scaricare inefficienze su cittadini e lavoratori. L’Europa e l’Italia dovrebbero concentrarsi sul rafforzamento del trasporto collettivo e su una vera politica industriale della mobilità, non sulla destrutturazione delle ferrovie pubbliche” conclude il segretario generale Fit-Cisl.