Per i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle in Piemonte, Sarah Disabato, Alberto Unia e Pasquale Coluccio, il nodo vero non è solo il progetto del Ponte sullo Stretto, ma il peso che quell’impegno finanziario sottrae ad interventi ritenuti più urgenti per i territori. La loro presa di posizione arriva dopo l’apertura a Roma di un’inchiesta per corruzione, rivelazione del segreto d’ufficio e tentativi di condizionare il giudizio della Corte dei Conti sul progetto definitivo.
Nel testo diffuso dai tre esponenti pentastellati si parla di “ombre inquietanti” e di una vicenda che, a loro giudizio, confermerebbe le criticità di un’opera “partita male e proseguita peggio”. M5S contesta il progetto fin dall’inizio, considerandolo inutile e, insieme, simbolo di uno sperpero di risorse pubbliche quantificato in oltre 13 miliardi di Euro per la realizzazione.
La critica si sposta poi sul Piemonte, indicato come esempio concreto delle conseguenze di scelte di investimento giudicate sbilanciate. I consiglieri richiamano una situazione del trasporto pubblico definita grave, con carenze e problemi strutturali, e segnalano che le ferrovie piemontesi continuano a fare i conti con soppressioni, disagi e ritardi cronici. A questo si aggiungono, secondo la nota, forti difficoltà anche per le linee metropolitane di Torino.
Per Disabato, Unia e Coluccio, mentre il ministro Salvini ed il Governo insistono su opere considerate fallimentari e molto costose, restano scoperti bisogni quotidiani che toccano lavoratori, studenti e pendolari. Da qui il rilancio della linea politica del Movimento 5 Stelle: destinare subito i fondi previsti per il Ponte sullo Stretto a interventi ritenuti davvero utili ai cittadini, invece di continuare a sostenere, a loro dire, la propaganda del ministro e dell’Esecutivo Meloni.