Il nuovo regolamento europeo sui diritti dei passeggeri aerei compie un passo avanti, ma il nodo più sensibile resta irrisolto solo in parte: i risarcimenti per i ritardi scatteranno ancora oltre le tre ore, non oltre le quattro come chiedevano le compagnie. L’intesa raggiunta in seno al Consiglio europeo interviene anche su assistenza, rimborsi e gestione dei disservizi, con obblighi più netti per i vettori in caso di cancellazioni o interruzioni operative. Il testo punta inoltre a circoscrivere con maggiore precisione le circostanze eccezionali, spesso invocate dalle compagnie per escludere gli indennizzi, e introduce un livello più elevato di trasparenza già al momento dell’acquisto del biglietto, quando dovranno essere indicati in modo più chiaro diritti, tutele e modalità di richiesta dei rimborsi. Per famiglie con bambini e passeggeri a mobilità ridotta sono previste misure di tutela più strutturate, soprattutto negli scali e nella gestione delle coincidenze perse.
Proprio mentre Bruxelles definisce il perimetro dei diritti dei viaggiatori, il turismo italiano si prepara a un’estate 2026 segnata da aumenti diffusi. A denunciarlo sono le associazioni dei consumatori, che leggono la nuova fiammata dei listini come effetto combinato di tensioni geopolitiche, rincaro dell’energia e orientamento della domanda verso le destinazioni nazionali. Il quadro è netto: mentre diversi voli arretrano nei prezzi, il resto della filiera vacanziera continua a salire. I pacchetti vacanza risultano più cari del 3,7%, gli alberghi del 3,5%, i villaggi turistici ed i campeggi oltre il 5%, gli stabilimenti balneari fino al 6%, mentre i traghetti segnano un incremento vicino all’11%.
L’impatto più immediato si misura sulle famiglie. Per una coppia con due figli che prenota una settimana ad agosto la spesa media si attesta oggi a 2025 Euro per sette notti, con un aumento del 12,6% rispetto all’estate scorsa. Il dato si colloca in un contesto in cui, secondo le stesse associazioni, circa il 30% delle strutture è già occupato nelle settimane centrali di agosto, elemento che contribuisce a mantenere alta la pressione sui prezzi.
La geografia delle vacanze conferma un Paese diviso in più fasce di costo. In alcune località del Sud, come Vieste, si parte da circa 1255 Euro; sulla Riviera romagnola si arriva intorno ai 1400 Euro; nel litorale veneto, tra Jesolo, Bibione e Caorle, si supera quota 1700 Euro. In Sicilia, tra Cefalù e San Vito Lo Capo, la soglia dei 2000 Euro è ormai consolidata, mentre la Sardegna resta l’area più onerosa, con punte fino a 4800 Euro per una settimana nelle destinazioni più esclusive.
A spingere verso l’alto il conto finale è soprattutto il trasporto marittimo. I traghetti per le famiglie con auto al seguito registrano un aumento medio del 10,9%, e alcune tratte mostrano valori particolarmente elevati: 1665 Euro sulla Civitavecchia-Olbia, 1412 Euro sulla Genova-Porto Torres, 1214 Euro sulla Livorno-Olbia e 807 Euro sulla Napoli-Palermo. In questi casi il costo del viaggio arriva a pesare fino a un terzo della spesa complessiva della vacanza per chi si dirige verso Sardegna e Sicilia nei periodi di punta.
Il fronte aereo racconta invece una dinamica opposta. La domanda verso l’estero rallenta, anche per la paura delle cancellazioni, e le tariffe si riducono in media del 23%. I cali più forti riguardano Santorini, con un -56,5%, Tenerife con un -52,6%, Creta con un -40,7% e Sharm el-Sheikh con un -34%. Ribassi diffusi interessano anche Maldive, Zanzibar e Seychelles, con riduzioni comprese tra il 17% ed il 23%.
Il fenomeno si riflette pure su altre destinazioni a lungo raggio, dove oggi alcune tratte risultano sensibilmente più economiche rispetto alla scorsa stagione. Il volo Roma-Zanzibar è uno degli esempi più evidenti, così come i collegamenti verso Oceano Indiano e Nord Africa, con differenze che in diversi casi superano i 150-200 Euro su base annua. Il paradosso emerge nei collegamenti interni: le tariffe verso il Sud Italia restano molto alte, soprattutto nelle settimane di maggiore domanda, e raggiungere Calabria e Sicilia può costare quanto un volo europeo. In più di un caso, come sulla tratta Roma-Lamezia Terme, risulta persino più conveniente optare per soluzioni con scalo estero, anche via Malta.
Il risultato è un mercato turistico sempre meno allineato. Da un lato la domanda interna continua a sostenere i prezzi di alberghi, villaggi, campeggi, stabilimenti balneari e trasporto marittimo; dall’altro la riduzione dei flussi verso l’estero spinge verso il basso il comparto aereo internazionale. Ne deriva una stagione estiva che ridisegna gli equilibri economici dell’intero settore.