Nel corso di questo mese di giugno, le eccezionali ondate di calore che stanno flagellando l'Europa meridionale hanno trasformato i veicoli industriali in veri e propri ambienti a rischio, riaccendendo i riflettori sulle precarie condizioni lavorative degli autotrasportatori. Secondo i recenti dati diffusi dagli osservatori epidemiologici europei sul clima, i decessi correlati alle temperature estreme hanno già superato la drammatica soglia delle sessantamila vittime complessive nel continente, posizionando l’Italia tra le aree più colpite. Questa emergenza climatica impatta direttamente sulla sicurezza stradale dei mezzi pesanti, poiché il superamento dei trentacinque gradi all'interno delle cabine compromette i riflessi e la lucidità dei conducenti, aumentando esponenzialmente il pericolo di colpi di sonno e gravi malori improvvisi durante la marcia.
L'attuale quadro normativo, guidato dal Regolamento europeo sul Pacchetto Mobilità, vieta tassativamente di trascorrere il riposo settimanale all'interno del camion, imponendo l'uso di strutture ricettive adeguate. Nella realtà quotidiana, tuttavia, moltissimi conducenti continuano a pernottare a bordo per ragioni puramente economiche, affidandosi esclusivamente agli impianti di aerazione del veicolo. Per arginare il fenomeno, le associazioni di categoria sollecitano l'introduzione obbligatoria dei refrigeratori da parcheggio a motore spento e il blocco dei mezzi pesanti nelle giornate da bollino rosso, mentre diverse ordinanze regionali in Lombardia, Emilia-Romagna e Lazio vietano già le attività nei piazzali della logistica durante le ore centrali della giornata.
La responsabilità della tutela della salute grava interamente sui datori di lavoro, i quali, in base al Testo Unico sulla sicurezza e al Codice Civile, sono tenuti a integrare il Documento di Valutazione dei Rischi includendo i pericoli dello stress termico in cabina. La giurisprudenza della Corte di Cassazione ha chiarito che l'azienda risponde civilmente e penalmente dei malori dei dipendenti anche in caso di mezzi a noleggio non conformi o di imprudenza del conducente, a meno che non si dimostri di aver fornito climatizzatori efficienti, turni flessibili e un'adeguata formazione per affrontare l'emergenza climatica.