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Assalto a Bruxelles: il settore ferroviario si unisce i fondi UE

Obiettivo: rifinanziare l'Impresa Comune per sconfiggere il dumping cinese

I principali attori del trasporto ferroviario continentale hanno inviato oggi una lettera congiunta alla Commissione Europea per chiedere il rinnovo e il potenziamento dei finanziamenti destinati all’Impresa Comune Ferroviaria Europea (Europe's Rail Joint Undertaking). Con i negoziati sul bilancio comunitario in pieno svolgimento, le sigle UNIFE, CER, EIM e UIP si sono schierate in modo compatto di fronte all'esecutivo UE. La richiesta è chiara ed urgente: garantire continuità istituzionale ed economica alla partnership pubblico-privata nel prossimo ciclo di programmazione finanziaria per accelerare la transizione ecologica e salvaguardare l’autonomia strategica europea del settore.

La mossa dei grandi player logistici e industriali punta a sventare il rischio di frammentazione dei progetti legati all’innovazione tecnologica. Interrompere il programma attuale significherebbe infatti rallentare la standardizzazione di sistemi digitali salvavita come l’ERTMS per il segnalamento, l’accoppiatore automatico digitale per le merci e le nuove frequenze di comunicazione FRMCS. Senza una cabina di regia unica, le aziende del vecchio continente perderebbero terreno prezioso nei confronti dei colossi asiatici, in particolare della concorrenza cinese, che beneficia di massicci sussidi statali diretti in grado di alterare le dinamiche del mercato globale. 

La modernizzazione delle infrastrutture non è più soltanto una priorità ambientale per raggiungere la neutralità carbonica. Lo scacchiere geopolitico attuale impone che le reti europee siano pronte a soddisfare le severe esigenze della mobilità militare transfrontaliera, ottimizzando la movimentazione di convogli strategici in caso di emergenza difensiva. Gli investimenti a lungo termine in ricerca e sviluppo rappresentano l’unico scudo per preservare migliaia di posti di lavoro qualificati, stimolare l’export tecnologico e abbattere i costi di manutenzione dei binari, garantendo che i treni del futuro continuino a nascere e a viaggiare sulle nostre linee.

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