Nei primi giorni di luglio 2026, i militari della Capitaneria di Porto di Crotone hanno denunciato quattro persone alla magistratura e sequestrato tre distinte aree demaniali marittime abusivamente occupate sul litorale ionico calabrese, tra il capoluogo, Crucoli e Strongoli. L'operazione, scattata nell'ambito dei controlli estivi a tutela dell'ambiente e del patrimonio pubblico costiero, ha stroncato una serie di lottizzazioni e cementificazioni selvagge non autorizzate che sottraevano abusivamente oltre trecentocinquanta metri quadrati di spiaggia alla collettività e alla regolare fruizione pubblica.
Il caso più eclatante è emerso nella frazione di Torretta, nel comune di Crucoli, dove i gestori di un ristorante locale stavano completando una massiccia pavimentazione esterna con piastrelle prefabbricate in cemento su una superficie di ben duecentocinquantotto metri quadrati. Lo spazio, allestito arbitrariamente per ospitare i tavoli del locale, è risultato completamente privo di concessione edilizia, paesaggistica e demaniale. Pochi chilometri più a sud, a Strongoli, le motovedette e i nuclei ispettivi hanno invece apposto i sigilli a un manufatto di cinquantacinque metri quadrati in legno e cemento, edificato senza alcun titolo per ampliare il cortile di una residenza privata adiacente alla linea di costa.
Anche all'interno del tessuto urbano di Crotone le irregolarità non sono mancate, colpendo persino le strutture formalmente in regola. Un noto stabilimento balneare provvisto di licenza ha infatti subito il sequestro penale di una nuova dependance in legno di trentacinque metri quadrati, edificata in totale difformità rispetto alle autorizzazioni originarie. Questo ciclo di interventi si inquadra nella più ampia campagna nazionale della Guardia Costiera per il monitoraggio delle concessioni balneari e la libera fruizione dei litorali, un tema caldissimo nell'estate del duemilaventisei. I controlli serrati proseguiranno lungo tutta la costa crotonese per sanzionare il fenomeno del mattone selvaggio sul bagnasciuga.