Oggi, venerdì 10 luglio 2026, l'associazione di categoria Cna Fita ha ufficializzato l'avvio delle attività preparatorie per promuovere un’azione legale collettiva in Italia contro i giganti petroliferi, offrendo uno scudo risarcitorio a tutti gli autotrasportatori danneggiati dal cartello segreto sui prezzi della componente ecologica del gasolio. L'iniziativa, strutturata in stretta sinergia con Ali Antitrust Litigation Investment e lo studio legale Scoccini e Associati, fa seguito al monumentale provvedimento con cui l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha sanzionato per quasi un miliardo di euro sei grandi compagnie per aver manipolato i listini, alterando le regole della libera concorrenza tra il duemilaventi e il duemilaventitré.
La complessa indagine dell'Antitrust ha svelato una fitta rete di coordinamento speculativo tra Eni, Tamoil, Kuwait Petroleum, Italiana Petroli, Esso e Saras, marchi che insieme controllano la quasi totalità del mercato dei carburanti in consumo nel Paese. In poco meno di quattro anni, i rincari fittizi applicati alla frazione biologica hanno fatto lievitare la tariffa al litro da meno di tre centesimi a quasi sei centesimi, gravando direttamente sui costi vivi della logistica pesante italiana. Per arginare l'impatto economico sui bilanci aziendali, Cna Fita metterà a disposizione una task force tecnica e legale di primo livello, replicando il fortunato modello organizzativo già adottato per il celebre contenzioso europeo sul cartello dei camion.
Il ricorso formale dinanzi ai giudici civili verrà depositato non appena il quadro giuridico diventerà definitivo, ovvero al termine dei naturali ricorsi amministrativi presentati dai colossi petroliferi al Tar del Lazio. Nel frattempo, l'associazione esorta tutte le imprese di trasporto interessate a raccogliere e catalogare fatture, schede carburante e contratti di fornitura stipulati nel triennio incriminato, documenti essenziali per quantificare con assoluta precisione l'entità del danno patrimoniale subito.