L'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale attiverà nelle prossime settimane nel porto di Trieste il primo impianto mobile in Italia per il trattamento delle acque di zavorra delle navi all'ormeggio. L'annuncio è stato formalizzato ieri dal presidente dell'ente giuliano, Marco Consalvo, a margine della presentazione di un protocollo di intesa strategico siglato con la Regione Friuli Venezia Giulia e l'Arpa. L'iniziativa strutturale punta a salvaguardare la biodiversità complessiva dello scalo giuliano, fornendo una soluzione flessibile ed ecologica per neutralizzare tempestivamente i microrganismi e gli agenti inquinanti presenti nelle cisterne dei cargo commerciali prima del loro scarico diretto in mare.
Il funzionamento operativo di questo dispositivo si inserisce pienamente nel solco della convenzione internazionale stabilita dall'Organizzazione Marittima Internazionale per il controllo e la gestione dei sedimenti marini, nata per contrastare l'introduzione di specie aliene negli ecosistemi locali. A differenza delle rare infrastrutture fisse già faticosamente operative a livello nazionale, la natura mobile di questo macchinario garantisce una versatilità senza precedenti nel settore marittimo, consentendo di spostare l'attrezzatura di filtraggio direttamente lungo le banchine dove i mercantili effettuano le operazioni logistiche, ottimizzando le tempistiche operative complessive e riducendo drasticamente i relativi costi di stazionamento per le compagnie di navigazione esterne.
L'accordo di cooperazione con le istituzioni del territorio consolida Trieste come uno dei principali hub portuali ecologici del Mediterraneo, coniugando la produttività industriale con la transizione energetica. Questo sistema all'avanguardia riduce i rischi ecologici legati alle acque reflue e ai residui di sentina, offrendo un modello tecnologico virtuoso e facilmente replicabile in altri scali della penisola italiana per tutelare l'intero equilibrio biologico del nostro patrimonio marino.