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Ferrovie, la Commissione Trasporti nel cuore di Rfi: focus su cantieri e fondi PNRR

Richiesta massima allerta per minimizzare i disagi ai passeggeri

Martedì 14 luglio la Commissione Trasporti della Camera ha varcato le porte del vero e proprio centro nevralgico della rete ferroviaria italiana, recandosi in visita istituzionale presso la Sala operativa nazionale di Rfi a Roma. La delegazione, guidata dal presidente Salvatore Deidda affiancato da un gruppo trasversale di deputati, ha voluto esaminare in prima persona le tecnologie avanzate che coordinano senza sosta la marcia quotidiana di novemila convogli lungo gli oltre ventiquattromila chilometri di binari. L'incontro, nato per ringraziare il personale del Gruppo Fs per il costante presidio della sicurezza, si è rapidamente trasformato in un tavolo operativo sui temi più caldi della mobilità attuale: lo stato di avanzamento delle opere infrastrutturali e le ricadute pratiche sui viaggiatori.

La modernizzazione del comparto viaggia infatti sul difficile crinale tra le scadenze europee e la quotidianità di chi si sposta. Durante il confronto con i vertici aziendali, i parlamentari hanno ribadito la necessità assoluta di trasformare i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza in cantieri conclusi nei tempi stabiliti, un traguardo ineludibile in questo cruciale 2026. Il nodo centrale affrontato ha riguardato però la complessa convivenza tra l'aggiornamento tecnologico della rete e la normale circolazione. In una stagione segnata da frequenti interruzioni legate proprio ai lavori di potenziamento, la politica ha sollecitato una calibrazione millimetrica degli interventi per non paralizzare il trasporto merci e i collegamenti passeggeri.

La priorità assoluta indicata dalla Commissione resta la salvaguardia dei diritti dell'utenza. È stato richiesto un impegno drastico per garantire comunicazioni trasparenti, assistenza capillare e tempestività informativa durante i ritardi e le soppressioni, ritenendo inaccettabile che il peso della transizione infrastrutturale ricada sulle spalle di chi viaggia. L'organo parlamentare continuerà a vigilare con nuove audizioni, assicurandosi che l'evoluzione del sistema non comprometta mai il diritto fondamentale alla mobilità.

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