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Ancona e le grandi navi: il Blue Agreement riduce le emissioni, ma i cittadini restano preoccupati

Siglato l’accordo per un porto più sostenibile, mentre il Comitato Porto-Città chiede misure più incisive e trasparenza

Con il Blue agreement Ancona compie un passo avanti significativo nella riduzione delle emissioni navali e nella tutela della salute pubblica: un’intesa nata dopo oltre due anni di pressioni del Comitato porto-città, che punta a limitare l’inquinamento causato dalle navi da crociera e dai traghetti. L’obiettivo è di rispondere concretamente alle preoccupazioni ambientali e sanitarie dei residenti, implementando misure più rigorose e un monitoraggio costante delle emissioni, con trasparenza sui carburanti navali, come già avviene in altri porti italiani. In vigore da novembre ad aprile, il comitato vigilerà attentamente sulla sua applicazione durante la bassa stagione crocieristica. Inoltre è richiesta l’istituzione nel Mediterraneo di un’area a basse emissioni di ossidi di azoto (Neca), considerando che gli attuali livelli di emissione navale superano di 50 volte quelli consentiti per i mezzi pesanti, i, in conformità con le raccomandazioni dell'organizzazione mondiale della sanità. 

Parallelamente, l’eurodeputato Carlo Ciccioli di Fratelli d’Italia si è espresso a favore dell’accordo e della necessità di rendere Ancona un porto sostenibile, fondamentale per lo sviluppo della città e della regione Marche. L’accordo si inserisce all’interno di un più ampio progetto infrastrutturale che prevede anche l’elettrificazione delle banchine e la costruzione di nuove vie di accesso per decongestionare il traffico cittadino, come la strada dell’ultimo miglio.

Sull'argomento vedi anche la notizia pubblicata da Mobilità.news.

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