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Rallentamento nella logistica Usa: effetti su capacità e flotte

Contrazioni nei nodi di stoccaggio impongono riorganizzazioni operative e formazione mirata

Secondo il Dipartimento del lavoro statunitense, a settembre l’occupazione non agricola è salita di 119.000 posizioni, un incremento che però lascia il quadro complessivo sostanzialmente invariato rispetto alle rilevazioni successive. Il tasso di disoccupazione si è attestato al 4,4%, in lieve aumento rispetto al 4,3% registrato il mese precedente, segno di una dinamica del mercato del lavoro che al momento mostra scostamenti contenuti. I settori che hanno continuato a sostenere la creazione di posti sono stati la sanità, la ristorazione (servizi alimentari e locali per bere) e l’assistenza sociale, ambiti che mantengono domanda strutturale di manodopera. 

Al contrario, si sono registrate contrazioni occupazionali nei trasporti e nell’immagazzinamento e nell’amministrazione federale. Nel comparto logistico le riduzioni hanno interessato segmenti chiave della catena di approvvigionamento —attività di stoccaggio, movimentazione merci ed alcune operazioni intermodali— con impatti su capacità e pianificazione delle flotte e dei terminal. È un quadro che riflette, in parallelo, aggiustamenti di domanda e riorganizzazioni operative nelle filiere del trasporto e della logistica. Per i lavoratori coinvolti, le perdite nei nodi logistici e negli uffici pubblici sollevano questioni su riqualificazione e ricollocamento, mentre i settori in espansione continuano a richiedere competenze specifiche, soprattutto nella sanità e nei servizi alla persona.

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