Volvo Cars chiude il 2025 con un netto raffreddamento: i ricavi scendono dell’11% a 357,3 miliardi di corone svedesi (circa 33,66 miliardi di Euro), mentre le consegne calano del 7% attestandosi a 710.000 unità. A comprimere i conti sono stati soprattutto i dazi sulle importazioni tra Ue ed Usa e la domanda più debole sui principali mercati, oltre all’impatto sfavorevole dei cambi legato all’apprezzamento della corona svedese. La controllata del gruppo Geely ha registrato nell’ultimo trimestre un risultato operativo ridotto a 1,8 miliardi di SEK rispetto ai 5,6 miliardi dell’anno precedente, e ha chiuso il periodo con una perdita di circa 4 miliardi (-117%).
Il mercato ha reagito in modo severo: il titolo ha perso il 22%, scendendo a 22,93 corone danesi. Nonostante il quadro congiunturale, la dirigenza rimane ottimista: per il 2026 la società prevede il ritorno alla crescita, confidando nell’efficacia del piano di rilancio in corso.
"Una serie di fattori esterni —dai dazi transatlantici all’effetto valuta derivante da una corona più forte— ha influenzato la nostra performance", commenta l’amministratore delegato Håkan Samuelsson, sottolineando il focus su efficienza industriale, mix prodotto e contenimento dei costi per recuperare margini e dinamismo commerciale.