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Data breach Trenitalia: buco nei sistemi digitali e l'ira dei passeggeri

Un attacco informatico espone i dati dei passeggeri, Udicon richiama il Governo

Venerdì 26 giugno 2026, l'Unione per la Difesa dei Consumatori ha espresso una durissima posizione di condanna contro Trenitalia in seguito alla massiccia notifica via e-mail inviata dalla società ferroviaria ai propri passeggeri per avvisarli di una grave violazione della sicurezza informatica. Attraverso le parole del presidente nazionale Martina Donini, l'associazione dei cittadini ha denunciato l'inadeguatezza dei sistemi difensivi della principale compagnia di trasporto ferroviario italiana, che ha subito un accesso non autorizzato ai database aziendali da parte di pirati informatici esterni non ancora identificati, mettendo a nudo la vulnerabilità delle infrastrutture strategiche del Paese.

La contestazione sindacale scaturisce da un'intrusione digitale che ha esposto un'enorme mole di dati sensibili collegati ai titoli di viaggio dei viaggiatori, tra cui anagrafiche complete, e-mail, numeri telefonici ed estremi dei documenti di identità. Sebbene i vertici del Gruppo Ferrovie dello Stato abbiano cercato di rassicurare l'utenza escludendo categoricamente il furto di credenziali bancarie, password o dettagli delle carte di credito, l'intervento della presidenza Udicon ha evidenziato come questa parziale salvaguardia finanziaria non basti affatto a tranquillizzare la cittadinanza. La preoccupazione maggiore riguarda infatti la tempistica della comunicazione, giunta mesi dopo l'effettiva intrusione e a ridosso del recente terremoto politico che ha investito i vertici della holding ferroviaria.

Il panorama attuale della mobilità su rotaia si fa così ancora più critico, poiché l'allarme cyber-sicurezza si somma ai quotidiani disagi strutturali legati a guasti fisici, ritardi cronici e guasti alla rete che esasperano i pendolari. L'esposizione delle informazioni personali espone ora milioni di utenti a un elevato rischio di truffe mirate e phishing. Per questa ragione, i rappresentanti dei consumatori sollecitano un'azione normativa immediata e strutturale da parte dell'esecutivo, ritenendo inaccettabile che la tutela dei dati di chi viaggia venga gestita soltanto con informative postume a danno ormai ampiamente consumato.

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