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Import EV cinesi in Canada: opportunità ed oneri per la logistica

Dazio al 6,1% ed investimenti cinesi: effetti su prezzi, porti e catene di fornitura

Il governo canadese ha autorizzato l’ingresso sul mercato nazionale di 49.000 veicoli elettrici prodotti in Cina, applicando loro un dazio del 6,1%. Lo ha reso noto Mark Carney durante una conferenza-stampa a Pechino, a margine dell’incontro con il presidente Xi Jinping. Secondo la ricostruzione della "Bbc", Carney ha colto l’occasione per invitare investimenti cinesi in progetti canadesi legati all’energia pulita. La misura segna una apertura commerciale selettiva: da un lato aumenta la disponibilità di veicoli a zero emissioni per consumatori e flotte, dall’altro il dazio introduce una barriera tariffaria calibrata per tutelare la filiera automobilistica nazionale. 

Per operatori del trasporto e della logistica significa prevedere un incremento dei volumi di importazione via mare e delle esigenze di sdoganamento e distribuzione, oltre a possibili effetti sul pricing del mercato EV. 

L’appello agli investimenti in tecnologie pulite riflette la volontà di attrarre capitale estero per accelerare la transizione energetica canadese, dalla produzione di batterie alle infrastrutture di ricarica. Resta da vedere come verranno negoziati i dettagli operativi e gli eventuali accordi industriali bilaterali tra i gruppi automobilistici, i terminal portuali e gli enti regolatori.

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