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Msc e Rheinmetall, nuova alleanza per rilanciare Mangalia

L’ipotesi di un polo navale e difesa tra investimenti, rilancio e commesse

Il rilancio del cantiere navale di Mangalia, in Romania, potrebbe passare da un asse industriale inedito tra Msc e il gruppo tedesco della difesa Rheinmetall. L’ipotesi sul tavolo prevede l’acquisizione del sito, oggi in procedura fallimentare, e la sua trasformazione in uno stabilimento orientato a costruzioni civili e militari, con un ampio programma di investimenti e di ammodernamento delle infrastrutture esistenti.

Per Msc, l’interesse non riguarda soltanto il nuovo assetto proprietario. Il gruppo guarda infatti a Mangalia anche in funzione delle proprie esigenze industriali, con una possibile apertura alla costruzione di navi da crociera, traghetti e rimorchiatori. In questa prospettiva, l’operazione segnerebbe l’ingresso dell’armatore ed operatore logistico nel comparto delle costruzioni navali. Già lo scorso anno, del resto, Msc aveva manifestato l’intenzione di usare il cantiere come base per manutenzione e riparazioni delle navi.

Per Rheinmetall, che in Italia è presente a La Spezia attraverso la joint-venture Lrmv con il Gruppo Leonardo, il dossier rumeno ha un significato più ampio. Il gruppo tedesco considera il rilancio di Mangalia un passaggio rilevante per rafforzare il ruolo della Romania nelle filiere della difesa e della cantieristica navale. L’obiettivo dichiarato è la costruzione di un polo produttivo europeo in grado di sostenere sia commesse militari sia programmi commerciali, in un quadro che punta alla sovranità industriale ed alla capacità di integrare difesa e shipping richiesta dall’attuale contesto geopolitico.

La partita su Mangalia si intreccia anche con le mosse di Rheinmetall in Germania. Proprio in questi giorni, la società ha presentato al governo tedesco una proposta per subentrare nel programma F126, relativo alla costruzione di sei fregate per un valore di 12 miliardi di Euro. Il progetto è oggi in capo ai cantieri olandesi Damen ed accumula un ritardo di quattro anni rispetto al cronoprogramma: la prima unità, prevista inizialmente tra due anni, non sarebbe consegnata prima del 2032. Se Berlino rescindesse i patti con Damen, per Rheinmetall si tratterebbe del primo grande contratto dopo l’acquisizione, lo scorso anno, della divisione militare dei cantieri Lurssen e la conseguente espansione nel settore marittimo.

Il ruolo di Damen nella storia recente del cantiere rumeno è stato invece di segno opposto. Il gruppo ha lasciato due anni fa la joint-venture che lo legava al governo romeno nella gestione di Mangalia. Lo stabilimento è entrato in insolvenza lo scorso anno con debiti superiori a 400 milioni di dollari, oltre il valore degli asset. Le attività sono riprese recentemente con una forza-lavoro ridotta a circa 800 addetti, ma il piano industriale potrebbe portare nel lungo periodo all’impiego di diverse migliaia di lavoratori.

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