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Adnoc Gas: utili in calo e pieno recupero solo dal 2027

Habshan resta sotto stress, margini e guidance 2026 penalizzati dalle tensioni regionali

Adnoc Gas ha indicato martedì che il suo complesso di Habshan, ad Abu Dhabi, continuerà ad operare ben al di sotto della piena capacità fino al prossimo anno, dopo essere stato più volte colpito nel corso della guerra in Medio Oriente. Il sito, tra i maggiori impianti di trattamento del gas al mondo e fornitore per l’intero Emirati Arabi Uniti, è attualmente fermo ad un utilizzo del 60%.

La società ha precisato che "sta attualmente lavorando per raggiungere l'80% di ripristino entro la fine del 2026, con il ripristino della piena capacità nel 2027". Durante il conflitto, la produzione è stata interrotta in almeno tre occasioni, dopo che i detriti caduti in seguito all’intercettazione di proiettili hanno provocato incendi all’interno del complesso.

Nella stessa giornata, in occasione della pubblicazione dei risultati del primo trimestre, Adnoc Gas ha comunicato un utile netto di 1,1 miliardi di dollari, in diminuzione del 15% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il gruppo ha attribuito il calo ad "una maggiore incertezza regionale e da difficili condizioni di mercato", in un contesto segnato da pesanti perturbazioni per il settore energetico a causa del blocco dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran.

Secondo la società, la chiusura della rotta —attraverso la quale transita normalmente circa un quinto del petrolio e del gas naturale mondiali— comporterà per Adnoc Gas un impatto compreso tra 400 e 600 milioni di dollari nel secondo trimestre, anche nel caso in cui il passaggio venga riaperto entro quel periodo. Se lo stretto dovesse riaprire nella seconda metà del 2026, l’azienda prevede per l’intero anno un utile netto tra 3,5 e 4,0 miliardi di dollari, rispetto ai 5,2 miliardi registrati lo scorso anno.

Nel corso della guerra, l’Iran ha preso di mira gli Emirati Arabi Uniti più di qualsiasi altro Paese, lanciando attacchi con droni e missili contro obiettivi statunitensi e contro infrastrutture civili, tra cui aeroporti ed impianti energetici.

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