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Anav: servono 30 nuove autostazioni e 300 milioni per gli hub

La rete bus cresce, ma mancano ancora infrastrutture adeguate

Servono almeno 30 autostazioni in più ed un investimento da 300 milioni di Euro per dotare il Paese di hub adeguati, accessibili ed efficienti. È questa, in sintesi, la richiesta rilanciata dal presidente di Anav (Associazione nazionale autotrasporto viaggiatori), Nicola Biscotti, intervenuto al convegno dell’associazione alla Fiera Nme di Milano. Al centro del suo intervento c’è stato prima di tutto il nodo delle infrastrutture, che in Italia risultano ancora insufficienti per sostenere la crescita del trasporto su autobus di media e lunga percorrenza.

Il presidente ha richiamato l’attenzione sul ritardo del sistema italiano, osservando che le autostazioni con stalli dedicati ai servizi di linea sono appena 34, che alcune non dispongono nemmeno dei servizi essenziali per i passeggeri e che solo nove sono designate per l’assistenza alle persone con disabilità. Ha inoltre sottolineato come, in varie aree del Paese, soprattutto del centro-nord, queste strutture manchino del tutto, a fronte di realtà europee più attrezzate: in Romania, ha ricordato, le sole autostazioni designate sono 87. Per il presidente di Anav si tratta di un divario che non può essere ignorato, perché un’offerta di mobilità turistica ampia resta fragile se non è supportata da infrastrutture dedicate.

Il quadro di mercato, tuttavia, è in forte espansione. “Possiamo parlare di crescita esponenziale per il mercato delle linee di competenza statale”, ha affermato Biscotti, spiegando che il settore ha più che raddoppiato la produzione chilometrica, passando dagli 88 milioni di km del 2013 agli oltre 200 milioni del 2025, anche grazie all’attivazione di nuove relazioni di traffico da e verso le principali mete turistiche nazionali. Oggi la rete conta circa 300 linee autorizzate su tutte le direttrici di traffico e quasi 230 mila km di percorso, con collegamenti che raggiungono l’intero territorio nazionale.

Secondo il presidente di Anav, questi servizi hanno colmato vuoti storici di copertura, assicurando collegamenti anche in aree che fino a pochi anni fa ne erano prive. Il settore, ha aggiunto, ha un peso rilevante nella mobilità collettiva e turistica del Paese e la sua consistenza aumenta se si considerano anche le linee internazionali, che sviluppano circa 85 milioni di chilometri con oltre 310 linee autorizzate e collegano circa 20 Paesi Ue ed extra-Ue.

Nel suo intervento Biscotti ha descritto un comparto composto da circa 180 imprese, con 4500 addetti, 2000 autobus e 300 milioni di km prodotti, per un fatturato annuo superiore a 550 milioni di Euro. Ha anche indicato l’intermodalità come un elemento decisivo per ridurre i tempi di spostamento e migliorare fluidità e comfort del trasporto-passeggeri. In questo contesto ha citato come esempio positivo l’iniziativa di Aeroporti di Roma per la realizzazione di un hub intermodale dedicato agli autobus accanto all’aerostazione di Fiumicino.

“Chiediamo attenzione per il settore e risorse adeguate per almeno 300 milioni di Euro per la realizzazione di nuovi hub dotati di servizi idonei, anche in termini di accessibilità, in grado di garantire efficienza e qualità dell’offerta trasportistica”, ha concluso il presidente.

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