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Sicurezza stradale, l’alcolock entra nel dibattito a Milano

Confronto su prevenzione, controlli e responsabilità al volante

Milano ha ospitato un confronto dedicato alla sicurezza stradale che arriva in un momento in cui il bilancio dell’incidentalità resta pesante, anche se i primi dati del 2025 indicano un miglioramento parziale. A Palazzo Castiglioni, nell’incontro "Responsabilità alla guida. Lavorare per la prevenzione a partire dalla consapevolezza", promosso da Confcommercio Milano Lodi Monza-Brianza, Confmobilità, Assomobilità ed Autobynet, il tema dell’alcolock è stato posto al centro della discussione come possibile strumento di prevenzione e responsabilizzazione.

I numeri diffusi da Aci-Istat delineano un quadro che resta severo: nel 2024 in Italia si sono verificati 173.364 incidenti stradali con lesioni a persone, con 3030 morti e 233.853 feriti. Nel primo semestre 2025 la tendenza appare in attenuazione, ma sulle strade italiane continuano a registrarsi ogni giorno 455 incidenti, 614 feriti e oltre sette vittime. Sullo sfondo c’è l’obiettivo europeo di dimezzare vittime e feriti gravi entro il 2030, traguardo che appare ancora distante.

L’apertura dei lavori è stata affidata a Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio, che ha richiamato l’esigenza di una mobilità più sicura anche per il sistema delle imprese, del commercio e dei servizi: “In una fase complessa per il mondo del trasporto è importante mettere l’accento su pratiche intelligenti, capaci di incidere sulla sicurezza e sulla vita delle persone. Strumenti come l’alcolock possono contribuire a intervenire sulla cultura degli autisti e dei giovani”.

Il presidente di Confmobilità e Assomobilità, Simonpaolo Buongiardino, ha richiamato il lavoro già svolto dall’organizzazione sui temi della sicurezza, ricordando iniziative dedicate all’angolo cieco dei mezzi pesanti e la nuova attenzione rivolta all’alcolock: “La sicurezza ci sta a cuore e lo stiamo dimostrando. Non basta introdurre obblighi: bisogna fare in modo che esistano dispositivi affidabili, officine competenti e una rete capace di accompagnare cittadini e imprese”.

Il dibattito ha avuto una risonanza nazionale con il collegamento del vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini, che ha definito l’alcolock uno strumento di responsabilizzazione e di recupero: Le leggi possono e devono diventare più severe, ma non bastano da sole, anche perché non sempre sono applicate per come sono state concepite. La strada continua a uccidere troppe persone. Servono prevenzione, controlli, educazione e consapevolezza. Una sola vita salvata vale più di mille attacchi politici”.

Nel messaggio audio trasmesso all’incontro, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha a sua volta sottolineato che la sicurezza stradale dipende non soltanto da norme e verifiche, ma anche da comportamenti improntati alla prudenza e al rispetto reciproco: “Il contrasto alle dipendenze e la promozione di corretti stili di vita rivestono un ruolo centrale. Anche il progresso tecnologico offre un apporto decisivo, con soluzioni capaci di prevenire condotte incompatibili con la tutela della vita sulle strade”.

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