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Flotte aziendali, l’elettrico corre ma i dati restano indietro

Elettrificazione in crescita, telematica ancora poco sfruttata

La gestione delle flotte sta cambiando rapidamente, ma non tutta la trasformazione viaggia alla stessa velocità. Se l’elettrificazione è già entrata in modo concreto nelle politiche aziendali italiane, l’uso evoluto dei dati prodotti dai veicoli connessi resta invece ancora limitato. È questo il quadro che emerge dalla ricerca di "Best Mobility" e dell’Osservatorio Connected Vehicle & Mobility del Politecnico di Milano, presentata nel corso dell’evento "Drive the Change: Fleet & Mobility Management".

Lo studio ha coinvolto 101 fleet manager, su un perimetro complessivo di oltre 68.000 veicoli, e descrive un mercato in cui la presenza di mezzi elettrici o ibridi plug-in è ormai diffusa: l’89% delle aziende intervistate ne ha già almeno uno nel proprio parco auto. Inoltre, il 73% prevede di aumentare ulteriormente questa componente nei prossimi dodici mesi. A sostenere la scelta incidono in particolare le nuove regole fiscali sui fringe benefit, l’esigenza di ridurre l’impatto ambientale e il rafforzamento della reputazione aziendale.

La diffusione dei veicoli a basse emissioni, tuttavia, si scontra ancora con una serie di criticità operative ben note ai gestori delle flotte. Tra le principali emergono l’autonomia delle batterie, una rete di ricarica percepita come ancora insufficiente, i tempi necessari per il rifornimento energetico ed i costi di acquisto o noleggio, che restano un fattore di attenzione per molte imprese.

Più lenta, rispetto alla spinta verso l’elettrico, appare anche la maturazione sul fronte digitale. Solo il 27% delle aziende dichiara di impiegare in modo strutturato i dati generati dai veicoli connessi tramite sistemi telematici avanzati; ancora meno, il 30%, riesce a tradurre quelle informazioni in strumenti realmente utili ai processi decisionali.

Le soluzioni oggi più diffuse comprendono i sistemi di assistenza alla guida, gli Adas, le piattaforme di infotainment e le tecnologie dedicate alla manutenzione e alla diagnostica da remoto. Gli investimenti in connettività rispondono soprattutto a tre obiettivi: accrescere la sicurezza dei dipendenti, contenere consumi e costi operativi e abilitare servizi di manutenzione predittiva.

Anche l’intelligenza artificiale comincia a ritagliarsi uno spazio nella gestione delle flotte. Un’azienda su cinque ha già adottato oppure sta valutando soluzioni basate sull’AI, mentre il 30% prevede investimenti entro i prossimi due anni. Le applicazioni indicate riguardano soprattutto l’analisi operativa avanzata, il controllo dei consumi energetici, la manutenzione predittiva e l’ottimizzazione dei percorsi.

Un altro segnale rilevante arriva dal tema della sicurezza informatica: soltanto il 5% delle aziende dispone oggi di programmi di cybersecurity specificamente dedicati alla gestione delle flotte.

Nel perimetro dei prossimi cinque anni, le priorità indicate dalle imprese riguardano l’acquisizione di nuovi veicoli, lo sviluppo di servizi tecnologici ed il consolidamento delle soluzioni di telematica e connettività. Un insieme di elementi che conferma come il Fleet Management stia assumendo un peso sempre più strategico per competitività e sostenibilità aziendale.

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