Il mercato italiano delle auto elettriche sta mostrando, in questi mesi, un tratto molto netto: la spinta degli incentivi Mase, pari a circa 600 milioni, ha ridisegnato la domanda premiando soprattutto le citycar ed i modelli d’ingresso. A beneficiarne in modo più evidente è stata la Leapmotor T03, diventata il simbolo della misura. Secondo Motus-E, nei primi cinque mesi dell’anno è stata l’elettrica più venduta in Italia con 19.094 immatricolazioni, davanti a Citroen C3, Dacia Spring, Tesla Model Y e Byd Dolphin Surf.
Questo risultato aiuta anche a leggere l’andamento di Stellantis nel Paese. Nel corso dell’audizione in Parlamento, il ceo Antonio Filosa ha spiegato che nei primi cinque mesi le vendite del gruppo sono cresciute di circa il 6%, ma l’incremento arriva a circa il 15% includendo Leapmotor.
Gli effetti della misura emergono con particolare chiarezza nelle pure Bev e in alcune aree del Paese. Secondo Unrae, a maggio le Bev hanno raggiunto una quota dell’8,8%, sostenute dall’"onda lunga" degli incentivi concentrati su uno specifico brand e modello. Nel primo trimestre, Sud e Isole sono passati da 3.700 a 11.849 immatricolazioni Bev, portando la quota nazionale dal 16,1% al 31,3%; la Sicilia ha segnato un aumento del 314%, da 889 a 3.684 unità.
La struttura dell’incentivo ha favorito in modo particolare le vetture meno costose, perché il contributo massimo da 11mila Euro, legato ad Isee, rottamazione e requisiti della misura, ha abbassato in modo drastico il prezzo effettivamente sostenuto dal cliente. Nel caso della Leapmotor T03, grazie al prezzo promozionale e all’incentivo massimo, il costo è sceso a 5500 Euro. È questa la soglia che ha trasformato la citycar cinese, commercializzata in Europa dalla joint venture Leapmotor International controllata da Stellantis, nel modello di riferimento degli incentivi.
Tra le proposte più accessibili figurano anche Dacia Spring, con un prezzo teorico con incentivo massimo intorno a 7mila Euro, e Byd Dolphin Surf, il cui costo effettivo può scendere sotto 9mila euro; la Citroen ë-C3 si colloca invece intorno a 9500 Euro.
Salendo di fascia, Fiat Grande Panda elettrica parte da circa 24mila Euro, mentre MG4 è indicata da circa 25.500 euro nella versione d’accesso: in entrambi i casi il contributo ha inciso in maniera rilevante sul listino finale, pur senza arrivare ai livelli di T03 e Spring. Toyota rientra fra i marchi che hanno tratto vantaggio dalla misura, ma non opera nel cuore del segmento low cost: la Bev oggi presente in gamma in Italia è soprattutto la bZ4X, suv elettrico di fascia più alta.
Resta aperto il capitolo delle distorsioni. Il fatto che alcuni clienti paghino l’auto a un valore molto basso grazie agli incentivi convive con la necessità di assicurare le vetture sul valore commerciale pieno, creando un’area di attenzione su eventuali comportamenti opportunistici o truffe. I concessionari, inoltre, osservano che una parte della clientela ha scelto la Bev principalmente per il prezzo, senza avere una conoscenza adeguata del prodotto, dell’autonomia e delle modalità di ricarica.
Su questo punto è intervenuto anche Andrea Bartolomeo, country manager di MG Motor Italy, secondo cui incentivi così elevati e non proporzionali al prezzo dell’auto hanno spinto alcuni acquirenti verso l’elettrico soprattutto per la convenienza immediata, più che per una valutazione effettiva delle proprie necessità. Il nodo diventa ancora più evidente nelle aree lontane dai centri urbani, in particolare nel Sud e in Sicilia, dove la rete di ricarica resta più rarefatta e diversi utenti si trovano in difficoltà nell’uso quotidiano dell’auto elettrica.