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Brandizzo, la rabbia dei familiari per la possibile nomina Strisciuglio

Famiglie delle vittime in protesta: il caso riapre la ferita di Brandizzo

La possibile nomina di Gianpiero Strisciuglio alla guida di Ferrovie dello Stato, in sostituzione di Stefano Donnarumma, ha riacceso il dolore e la rabbia dei familiari dei cinque operai della Sigifer morti il 30 agosto 2023 a Brandizzo (Torino), travolti da un treno mentre lavoravano in stazione. Strisciuglio è indagato dalla Procura di Ivrea per la strage.

La reazione più netta arriva da Lidia Orastella, madre di Giuseppe Aversa, una delle cinque vittime, che al sito internet de La Stampa parla di una scelta che, a suo avviso, manda un segnale inaccettabile. "Bell'esempio che dà lo Stato", afferma. Poi ricorda le parole pronunciate nei giorni successivi all'incidente dal ministro dei Trasporti Matteo Salvini, secondo cui la vicenda sarebbe stata chiarita in sei mesi: "Meno male che, nei giorni successivi all'incidente, il ministro dei Trasporti (Matteo Salvini, ndr) aveva detto che avrebbero fatto luce sulla vicenda in sei mesi. Ora cosa fanno? Rimettono ai vertici chi era responsabile della morte dei nostri figli - prosegue - Sono una donna forte e attendo giustizia da tre anni. Vedremo cosa salterà fuori dal processo, se mai si farà".

Un’altra voce è quella di Massimo Laganà, padre di Kevin, il più giovane tra le cinque vittime. Il suo commento è amaro e senza concessioni. "Ormai non mi scandalizzo più. Io piango ogni giorno sulla tomba di mio figlio e, intanto, loro sono ancora lì. Oggi, quando andrò al cimitero, dovrò trovare le parole per comunicarglielo", dice, esprimendo vicinanza anche ai familiari delle vittime della strage ferroviaria di Viareggio.

Laganà richiama infine il percorso giudiziario lungo e ancora incompleto che, a suo dire, pesa sulle famiglie: "Hanno dovuto aspettare anni per avere giustizia. Io piango mio figlio ogni giorno davanti a un marmo. Sono passati tre anni e non abbiamo ancora neppure la data della prima udienza".

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