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I porti liguri accelerano sul ferro: a Mercitalia le manovre di Savona e Vado

Genova sposta i tir a Varco Etiopia per far spazio al polo di Erzelli

A Genova il Comitato di Gestione dell'Autorità di Sistema Portuale ligure ha dato ieri il via libera definitivo e unanime al potenziamento intermodale degli scali di Savona e Vado Ligure, assegnando a Mercitalia Shunting & Terminal la gestione strategica del servizio quinquennale di manovra ferroviaria, e varando contestualmente un nuovo parcheggio per tir a Varco Etiopia. La delibera odierna risponde alla necessità urgente di efficientare la logistica delle merci su ferro e migliorare la viabilità stradale complessiva nei nodi portuali strategici del Mar Ligure occidentale.

La concessione ferroviaria, estendibile fino al 2033 per un controvalore massimo stimato di ventidue milioni e seicentomila Euro, vede il gruppo Fs imporsi grazie a un ribasso tariffario superiore al dodici percento e a un piano operativo no-stop. La vera novità risiede nell'anima green del progetto: l'impiego sistematico di biocarburanti di ultima generazione per i locomotori e la digitalizzazione dei flussi ridurranno drasticamente e in modo strutturale le emissioni inquinanti dei convogli commerciali diretti verso i corridoi europei. Questo investimento si aggancia virtuosamente al piano di potenziamento del terminal intermodale di Vado Gateway, dove la quota di merci trasportata su rotaia continua a crescere per alleggerire la complessa rete autostradale ligure.

Sul fronte del trasporto su gomma, il porto di Genova risponde al sovraffollamento dei varchi con un'area di sosta di oltre seimila metri quadrati assegnata a Trasportounito Service. Lo spostamento logistico si è reso indispensabile a causa dell'avvio imminente dei cantieri del nuovo polo scientifico e universitario agli Erzelli, che ha sottratto i precedenti spazi di stoccaggio dei camion. La nuova area di Varco Etiopia ottimizzerà la fluidità dei transiti stradali in entrata e uscita dal bacino portuale di Sampierdarena. L’intera manovra dimostra chiaramente come la complessa transizione verso la mobilità sostenibile richieda una costante e flessibile riorganizzazione degli spazi urbani.

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