A Torino, il 23 luglio 2026, l'Associazione nazionale filiera industria automobilistica (Anfia) ed Acea hanno reso noti i dati sulle immatricolazioni automobilistiche nell'Unione europea relativi a giugno, mese che si è chiuso con un balzo a doppia cifra del 13,6% per un totale di circa 1,15 milioni di veicoli consegnati. L'eccezionale spinta estiva, sostenuta dal forte recupero della Germania e dal balzo complessivo delle vetture ricaricabili, porta il consuntivo del primo semestre 2026 a sfiorare i 5,9 milioni di unità immatricolate nei Paesi comunitari, segnando un progresso del 5,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
L'analisi dettagliata della filiera evidenzia tuttavia una profonda trasformazione nei rapporti di forza industriali e nelle abitudini d'acquisto sul continente. Nel solo mese di giugno, i principali colossi cinesi, guidati da costruttori leader come BYD, Geely e Chery, hanno registrato un’impennata delle vendite pari all'85,6%, arrivando a conquistare oltre il 10% della quota di mercato continentale. Sul fronte delle alimentazioni, le propulsioni elettriche pure e le ibride plug-in continuano a guadagnare terreno su scala europea, mentre in Italia le auto a zero emissioni faticano a decollare, fermandosi a una quota del 10,2% a causa della nettissima preferenza degli automobilisti verso le soluzioni ibride tradizionali.
Nonostante il vivace rimbalzo di metà anno, il presidente di Anfia Roberto Vavassori stima un sensibile rallentamento delle vendite nella seconda parte del 2026, ipotizzando una chiusura d'anno poco sopra i 10,8 milioni di unità complessive. Di fronte alla pressione competitiva asiatica e al rischio di una stagnazione produttiva, i rappresentanti della filiera sollecitano le istituzioni europee ad adottare un approccio pragmatico e tecnologicamente neutrale nella revisione dei regolamenti sulle emissioni di CO2, tutelando sia i traguardi di decarbonizzazione sia l'autonomia strategica, i livelli occupazionali e la competitività dell'automotive europeo.