L'ex-europarlamentare e medico Pietro Bartolo presenterà mercoledì 29 luglio alle ore 18:00, presso la Colonia Don Bosco di Catania, il debutto regionale dell'iniziativa Rete Lampedusa "Sicilia". L'evento pubblico, condotto dalla giornalista Roberta Lungi con la partecipazione del segretario generale Agostino Sella e del coordinatore dei nuclei territoriali Massimo Costanza, segna l'avvio formale della declinazione locale del progetto nazionale lanciato a Roma la scorsa settimana. L'obiettivo primario della nuova struttura è promuovere un approccio pragmatico, credibile e privo di condizionamenti ideologici alla gestione dei flussi migratori nel bacino del Mediterraneo, trasformando il territorio siciliano da semplice avamposto dell'emergenza in un laboratorio virtuoso di integrazione, accoglienza e sviluppo delle infrastrutture sociali per l'intera comunità.
La scelta della Sicilia quale prima tappa di questa campagna nazionale riflette la centralità geografica e strategica dell'isola lungo le principali rotte marittime della mobilità umana nell'Europa meridionale. Il progetto prevede il progressivo insediamento di venti presidi regionali in tutta Italia per connettere istituzioni locali, imprese, associazionismo, università e realtà ecclesiali. Tale architettura organizzativa punta a superare la logica emergenziale legata agli sbarchi ed ai trasferimenti da strutture di prima accoglienza come l'hotspot di Lampedusa, raccordando le operazioni di soccorso con la pianificazione di percorsi strutturati di inserimento lavorativo, trasporti protetti e mobilità regolare sui territori.
In un contesto geopolitico in cui l'attuazione delle nuove direttive europee su asilo e rimpatri impone sfide complesse alla logistica dell'accoglienza, la rete intende strutturare una governance diffusa e collaborativa. Il meeting di Catania richiamerà esponenti del mondo civile e delle istituzioni locali per definire una visione di lungo periodo, dimostrando come il fenomeno migratorio possa essere governato con rigore, responsabilità e rispetto dei diritti. Il consolidamento dei nuclei territoriali rappresenta una leva fondamentale per trasformare le dinamiche demografiche e i flussi di persone in un fattore di coesione, sicurezza e crescita sociale per l'intero Paese.