L'ambasciata degli Stati Uniti a L'Avana ha emesso un urgente avviso di sicurezza rivolto ai cittadini americani presenti a Cuba a seguito del sesto blackout totale dell'anno, verificatosi domenica 2 agosto 2026 sull'intera isola a causa del collasso della rete elettrica nazionale. Il nuovo cedimento del sistema energetico cubano, il terzo registrato nel giro di poche settimane, ha gettato il Paese nell'ennesima paralisi logistica, mettendo a nudo la profonda fragilità delle infrastrutture strategiche dell'isola e congelando la mobilità interna.
L'allerta diplomatica invita chiunque si trovi sul territorio a pianificare con estrema cautela i propri spostamenti, evidenziando come i tagli di corrente non siano ormai più episodi isolati ma una condizione permanente, con deficit di generazione che superano quotidianamente il 60% e frequenti interruzioni delle reti telefoniche. L'impatto sul comparto dei trasporti e dei servizi locali è immediato e devastante: il blocco prolungato dell'energia arresta le pompe d'erogazione nei distributori di carburante, paralizza la flotta dei trasporti pubblici e disattiva completamente la segnaletica semaforica nelle principali arterie urbane, innescando il caos lungo la rete viaria della capitale e forti ritardi nelle connessioni aeroportuali.
Mentre l'Unione elettrica nazionale tenta un faticoso ripristino graduale della corrente, la copertura riattivata raggiunge a stento il 14% dell'area metropolitana di L'Avana, dove la priorità assoluta è stata concessa unicamente ai presidi ospedalieri e alle stazioni di pompaggio idrico. La profonda crisi energetica dell'isola, alimentata dall'obsolescenza delle vecchie centrali termoelettriche di epoca sovietica e dalla cronica scarsità di greggio destinato alla trazione e alla generazione, continua così a compromettere la regolarità della catena logistica e della catena del freddo, trasformando la gestione della mobilità urbana e della catena di approvvigionamento in una costante scommessa quotidiana per residenti e visitatori.