La Capitaneria di porto di Castellammare di Stabia e la Stazione Navale della Guardia di Finanza di Napoli hanno apposto i sigilli al cantiere del complesso eliportuale "Le Tore" di Sorrento, eseguendo un decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP di Torre Annunziata. La decisione giudiziaria blocca le opere di riqualificazione della struttura di volo, ponendo sotto indagine un dirigente e un funzionario del settore lavori pubblici del Comune costiero per reati urbanistici e paesaggistici. Il provvedimento sospende lo sviluppo di un'infrastruttura di trasporto aereo strategica per la penisola sorrentina, ritenuta incompatibile con le normative di tutela del territorio.
Secondo le verifiche condotte dagli inquirenti, i cantieri occupavano quasi interamente una zona ad altissima valenza ecologica inserita nella Rete Natura 2000, considerata Sito di Importanza Comunitaria e soggetta a rigorosi vincoli di tutela paesaggistica e ambientale. Le indagini hanno inoltre evidenziato gravi irregolarità nell'iter autorizzativo dei trasporti locali: la Conferenza dei Servizi ha espresso un parere decisorio basandosi soltanto su un progetto di fattibilità tecnico-economica anziché su un piano esecutivo completo, violando i presupposti di legge essenziali per l'apertura dei cantieri infrastrutturali.
Lo stop alle opere riapre il dibattito sulla compatibilità tra lo sviluppo dei collegamenti aerei veloci e la salvaguardia dei contesti naturali di pregio della Campania. L'eliofrazione rappresenta un tassello rilevante per la mobilità turistica e d'emergenza lungo le coste regionali, ma l'impatto dei lavori nei parchi protetti richiede il pieno rispetto dei protocolli di sostenibilità. La vicenda evidenzia la necessità di pianificare l'estensione delle reti di trasporto intermodale senza compromettere l'integrità del patrimonio paesaggistico.