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Acea: si tratta sulla governance per la mobilità e i servizi

Campidoglio e Caltagirone al confronto sui vertici del gruppo

Il consiglio di amministrazione di Acea ha rinviato ufficialmente al 28 e 29 settembre 2026 l'assemblea straordinaria e ordinaria degli azionisti, originariamente convocata per il 7 e 8 settembre, per deliberare sull'ampliamento dei componenti del proprio organo direttivo da 13 a 14 membri. La decisione risponde alla formale richiesta avanzata dal socio di maggioranza Roma Capitale, intenzionato a valutare con la dovuta cura le recenti proposte di modifica statutaria presentate dal socio di minoranza Fincal, riconducibile al gruppo Caltagirone. Questo slittamento si inserisce in una fase delicata di riassetto istituzionale per la principale multiutility della capitale, strategica nella gestione dei servizi a rete, dell'energia e delle infrastrutture legate alla mobilità sostenibile.

Al centro del confronto societario vi è la ridefinizione dei pesi di governance aziendale, innescata dalla richiesta della holding Fincal, titolare del 3,193% del capitale, di modificare il limite statutario che impedisce agli azionisti privati di superare il tetto dell'8% dei diritti di voto e di estendere fino a 15 il numero dei consiglieri con la contestuale nomina di Valentina Compagno. La pausa di riflessione sollecitata dal Campidoglio ha portato alla definizione di una nuova agenda dei lavori focalizzata sull'adeguamento dell'articolo 15.1 dello Statuto. Tutte le indicazioni procedurali per l'esercizio del voto sono state formalmente pubblicate sulla piattaforma corporate della società.

Questo assestamento della governance aziendale condiziona direttamente le strategie di investimento di un player chiave nella transizione ecologica e nella digitalizzazione delle reti cittadine. Acea sta infatti accelerando sullo sviluppo dei servizi integrati, spaziando dalla diffusione delle colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici nel centro Italia fino alla gestione efficiente delle risorse idriche ed energetiche metropolitane. L'individuazione di un solido equilibrio tra l'azionista pubblico di maggioranza e i mercati rappresenta un passaggio determinante per garantire continuità agli interventi infrastrutturali e sostenere l'evoluzione dei trasporti urbani nei prossimi anni.

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