A luglio la logistica dei cieli ha registrato un incremento globale della domanda del 3,9% su base annua, guidata dall'espansione del commercio internazionale e dalle performance delle compagnie di Asia-Pacifico, Europa e Nord America. Secondo il report della Iata, le merci trasportate via aria continuano a correre grazie all'accelerazione degli ordini all'esportazione, superando la crescita della capacità operativa, salita solo dell'1,7%. In questo scenario, gli aerei cargo puri hanno conquistato quote di mercato cruciali a discapito delle stive dei voli passeggeri, intercettando il bisogno di flessibilità e la richiesta di spedizioni speciali ad alto valore aggiunto.
Questo trend espansivo si inserisce in un contesto economico globale dinamico ma fortemente polarizzato. Se l'indice manifatturiero tiene e gli scambi internazionali mantengono il segno più, l'intero comparto della mobilità aerea deve fare i conti con pesanti fattori d'instabilità geopolitica ed economica. A preoccupare la filiera logistica è soprattutto la fiammata dei costi energetici, con il prezzo del carburante per aviogetti aumentato di oltre il 12% in un solo mese e con picchi vicini al 57% rispetto allo scorso anno.
L'impatto dei rincari sul kerosene rischia di comprimere i margini degli operatori proprio mentre le catene di fornitura mondiali cercano di stabilizzarsi dopo le recenti crisi marittime. La capacità degli allestimenti all-cargo di rispondere con rapidità ai picchi di domanda rappresenta oggi la vera spina dorsale della logistica d'alta quota, ma le incertezze legate alle tariffe doganali e alle tensioni sulle rotte internazionali impongono estrema prudenza per i prossimi mesi. Per mantenere la rotta di crescita, l'industria merci dovrà bilanciare l'efficienza operativa con strategie di efficienza energetica sempre più stringenti.