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Mobilità elettrica: l'Italia accelera ma la distanza dall'Europa resta

La filiera automotive chiede al Governo una strategia

Il 1° settembre 2026, la presidenza di Motus-E e la filiera automotive hanno lanciato a Roma un monito urgente al Governo italiano per spingere sulla decarbonizzazione dei trasporti. Nonostante ad agosto 2026 le immatricolazioni di auto elettriche abbiano raggiunto 4.377 unità (+33,8% su base annua) portando la quota di mercato al 6,3% e il totale progressivo dell'anno a oltre 90.000 veicoli, l'Italia rimane drammaticamente arretrata rispetto al resto d'Europa.

Il divario con le principali economie del Continente appare preoccupante. Se a luglio la penetrazione delle vetture a zero emissioni toccava vette straordinarie in Francia con il 35%, in Germania con il 29,4% e nel Regno Unito con il 27,6%, la Penisola continuava a stentare attorno a valori marginali. L'esaurimento degli effetti legati alle vecchie misure di sostegno ha rallentato il ritmo estivo, dimostrando come gli interventi a breve termine non siano sufficienti per consolidare la transizione ecologica.

Per proteggere l'economia nazionale e difendere i bilanci di famiglie e aziende dall'instabilità dei mercati energetici globali e dal caro carburanti, l'associazione per la mobilità elettrica chiede un piano strutturale. La ricetta proposta al Ministero dell'Economia punta al pieno utilizzo della clausola di salvaguardia europea e a un'incisiva revisione della fiscalità per le flotte aziendali, vero motore capace di guidare il rinnovamento del parco circolante nazionale.

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