Il 28 agosto 2026, la società cinese Cosco Shipping Asset Management ha sottoscritto a Shanghai due contratti del valore totale di tre miliardi di dollari per la costruzione di diciotto navi portacontainer avanzate. L'operazione punta a potenziare le capacità di trasporto del gruppo sia lungo le direttrici intercontinentali tra l'Asia e l'Europa sia nei collegamenti regionali a corto raggio, consolidando il ruolo guida del paese asiatico nella transizione energetica del settore marittimo commerciale.
L'investimento strategico comprende dodici giganti del mare a doppia alimentazione a gas naturale liquefatto, destinati a servire le rotte transoceaniche con impatti ambientali ridotti, e sei unita feeder di supporto per la distribuzione delle merci attorno ai principali nodi portuali della rete globale, tra cui lo scalo del Pireo nel Mediterraneo. Questa mossa si inserisce in un imponente piano d'espansione navale avviato dall'armatore nei primi mesi dell'anno per rimodernare la flotta, potenziando l'efficienza logistica e incrementando la quota di mercato nei trasporti containerizzati internazionali.
L'espansione della stiva cinese si colloca tuttavia in un contesto d'analisi internazionale segnato dal timore di una futura sovracapacità di trasporto. Le principali società di monitoraggio navale evidenziano come i portafogli ordini mondiali abbiano raggiunto livelli record, con l'ingresso previsto di centinaia di nuove unità nei prossimi anni che rischiano di saturare le rotte commerciali. Nel caso di una stabilizzazione dei flussi nel Canale di Suez e di una riduzione dei tempi di navigazione, il settore della logistica marittima potrebbe trovarsi a gestire un surplus d'offerta, rendendo indispensabili l'accelerazione della rottamazione dei bastimenti obsoleti e l'adozione di velocità di navigazione ridotte per proteggere l'equilibrio economico dei noli.