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Lavoro marittimo e banchine: la clausola sui carichi approda alla Corte UE

I giudici dell'Aia discutono la controversia sulle mansioni degli equipaggi

Il 2 settembre 2026, la Corte d'Appello dell'Aia ha disposto il rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea per verificare la legittimità della clausola promossa dall'International Transport Workers' Federation che impedisce ai marittimi di svolgere le operazioni di rizzaggio e stivaggio merci in presenza di lavoratori portuali. La controversia, arricchita dall'intervento della Confederazione Europea dei Sindacati, è destinata a fissare un precedente vincolante per tutti gli Stati membri e a ridefinire le regole d'ingaggio lungo le banchine dei principali scali del Continente.

La norma contrattuale nasce con l'obiettivo di tutelare la sicurezza del personale di bordo, evitando che gli equipaggi vengano sottoposti a carichi di lavoro eccessivi durante la sosta e preservando le competenze specifiche dei lavoratori di terra. D'altro canto, le compagnie di navigazione contestano la restrizione considerandola un ostacolo alla fluidità delle catene logistiche marittime e un fattore di irrigidimento dei costi operativi. La decisione dei giudici comunitari dovrà stabilire se tale tutela sia compatibile con i principi di libera prestazione dei servizi e con la disciplina antitrust dell'Unione.

L'esito del giudizio riveste un peso strategico anche per l'armamento italiano, costantemente impegnato nell'efficientamento dei servizi di linea e nella gestione delle soste nei terminal dell'Europa settentrionale e del Mediterraneo. L'eventuale conferma della validità della clausola consoliderà il ricorso obbligatorio ai servizi portuali locali, imponendo una rigida pianificazione finanziaria e temporale. Al contrario, un'apertura verso l'impiego flessibile del personale di bordo trasferirebbe sugli armatori nuove responsabilità di formazione tecnica e gestione dei rischi, incidendo direttamente sull'organizzazione del lavoro e sulla produttività della flotta commerciale nazionale.

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