Il 3 settembre 2026, il presidente della Commissione Trasporti della Camera, Salvatore Deidda, e il vertice dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, Raffaele Latrofa, hanno effettuato una visita ispettiva al Commissariato di Polizia di Frontiera di Civitavecchia per affrontare l'emergenza legata al sottorganico delle forze dell'ordine a fronte dei massicci flussi passeggeri. Con oltre cinque milioni di transiti annuali tra crocieristi e tratte commerciali delle Autostrade del Mare, lo scalo laziale rappresenta il principale hub crocieristico del Paese, ma la gestione dei controlli e delle frontiere marittime poggia attualmente su appena 64 operatori. Questa fragilità strutturale è emersa con evidenza durante le recenti tensioni gestionali causate dalle nuove linee dirette con Tunisi.
La situazione richiede un piano d'azione immediato per adeguare i presidi di vigilanza all'espansione dei moli, in linea con le sfide di modernizzazione dei trasporti navali italiani dove la velocizzazione delle procedure di imbarco non può prescindere da elevati standard di tutela. Le criticità si concentrano soprattutto nell'area nord del bacino portuale, dove la recente attivazione di nuove banchine necessita di tecnologie di scansione avanzate e strutture idonee per l'ispezione dei mezzi pesanti e dei viaggiatori in arrivo da Paesi extra-Schengen.
Il presidente Deidda ha promesso di portare la questione direttamente sul tavolo del Ministero dell'Interno per sollecitare l'invio di rinforzi permanenti. Parallelamente, l'Autorità Portuale si è impegnata a finanziare gli adeguamenti logistici necessari nelle zone di recente costruzione per alleggerire la pressione sugli agenti. L'integrazione tra investimenti infrastrutturali e potenziamento del personale si conferma una scelta irrinunciabile per salvaguardare la competitività e la sostenibilità operativa del sistema marittimo nazionale.